8.4.18

morire per 10 euro

Morire per 10 euro fottuti, sì. E per giunta facendo un lavoro nobilissimo.
Pinuccio La Vigna era, odioso tempo imperfetto, un volontario, cioè veniva pagato a gettone. Certo, non di quelli che percepiscono i macellai della politica o i fantocci da televisione.
Nella foto non si vede un fanatico terrorista. L'arma che brandisce serve a fare del bene. Ha il sorriso di una persona fondamentalmente buona, e umile. Pinuccio, come tutti i pompieri, paura non ne aveva. Era lì, perché gli angeli del fuoco ci proteggono. Corrono ad aprirci le porte, a salvarci i gatti sugli alberi, a sfidare fiamme o acqua mortale per NOI. Per quattro maledetti soldi.
Giorni fa, due pompieri sono morti a Catania, sempre sul lavoro, per dovere. Tra l'altro, non si comprende bene se questi incendi siano parte del dissesto dovuto all'incuria, in un paese che tracima, dove si risparmia sulla sicurezza, oppure semplicemente azioni mafiose: l'imprenditore non paga il pizzo e si ritrova la ditta in cenere.
Che paese siamo... Con mezzo mondo che ci adora e tanti che dicono: una delle cose che voglio fare prima di morire è vedere l'Italia!
I sacrifici non dovrebbero essere inutili, ma è da quando ero bambino che vedo gente coi controcoglioni che fa il suo dovere e muore. E intanto... Intanto, niente, tutto sembra dannarsi maledettamente.
Risposate in pace, angeli del fuoco.

26.3.18

squadristi virtuali

Questa "foto" è presa da Second Life e rappresenta Casaleggio nella altrettanto defunta regione che i "5 seghe" avevano nel mondo virtuale di Linden Lab.
Più che fare "outing" e raccontare della mia Seconda Vita, vorrei esprimere il mio cordoglio per il successo di questi squadristi, prima virtuali e ora anche in carne e potere. 
Casaleggio mi inquietava perché a differenza dei pupazzi (tipo Di Maietto) era evidentemente il capo-macellaio. Eccolo qui, col suo piccolo avatar che sembra tanto dolce, con la chioma ricca e la testa miserabile, ma qualcuno disse: "... la democrazia non esiste. Casaleggio è spietato e vendicativo, controlla tutto". Alle spalle del despota, una procace devota e delle immagini raccapriccianti, tipo il nuovo (oggi) presidente della Camera, il milionario ex comico e pletore di cartelli pieni di sproloqui isterici.
Scacchiando sui 5 seghe, si trovano i legami con la Trilateral, la paternità delle principali false notizie sulla Rete, il controllo totale sul partito (togliessero il termine ormai cadaverico Movimento), il disprezzo dei giornalisti, l'uso di Casapound come servizio d'ordine (toh, come la Lega?), bugie su tagli di vitalizi, restituzione dello stipendio e fine delle raccomandazioni: c'è da aggiungere altro? 
Non auguro a nessuno la morte, ma quando Casaleggio è sparito ho tirato un sospiro di sollievo. Un giorno chi ancora crede che ci sia un barlume di giustizia in questi furbacchioni riuscirà a vederne la vera essenza e questo periodo di Potere lo dimostrerà. Peccato che intanto perderemo altro tempo e il paese continuerà a morire, perché si è visto già, a livello locale, come "lavorano" i giustizieri del Chupa Chups. Però sono sicuro che, come i fascisti originali, un giorno saranno spazzati via dal vento della Storia.

6.3.18

macelleria elettorale

Rosato blatera ancora sul coma del suo "Partito", quando, da buon ragioniere, con una legge iniqua, ha inventato etichette da macelleria per il voto. Poteva essere altrimenti, una buona volta che ci facevano votare?
Trovo che l'ultima filiera, chiedo scusa, le ultime elezioni siano state un grande affronto alla popolazione, costretta a code disumane. C'è chi per votare è finito all'ospedale, soprattutto tra gli scrutatori. La cronaca ne ha parlato poco ma più di un operatore elettorale è crollato, finendo addirittura in psichiatria. C'è stato poi chi, tra i cittadini, per votare è addirittura morto.
Il macellaio delle elezioni, più rosso (ma di sangue) che rosato, da buon politico panzuto che nella vita ha avuto solo raccomandazioni immeritate, si è difeso dicendo che ci voleva un altro bollino, dando, come al solito, colpe a non ben identificati responsabili. Né tra i vincitori, tipo 5 seghe o mezza sega padana, s'è vista spendere una parola per il dramma che gli elettori hanno dovuto vivere per dire la propria. Fossi stato in loro, avrei detto: "Abbiamo vinto, ma vi chiediamo scusa per la sofferenza che avete patito, grazie; vi promettiamo che una cosa del genere non accadrà mai più". Ma no! Si fregano le mani, si chiameranno onorevoli colleghi e se la rideranno mentre faranno di tutto tranne il nostro bene.
Ero stato chiamato a fare lo scrutatore dopo dieci anni che non accadeva: ieri ho deciso di inviare la richiesta di cancellazione dall'albo. Non finanzio più, neanche come capitale umano, un sistema abominevole, che mostra il più completo disinteresse verso i cittadini, a partire dal sistema per eleggere chi lotterà per la SUA pensione, per i SUOI vitalizi.
Non farò più lo scrutatore, ma non solo: non ho votato e penso che non voterò mai più. Infine, cancello la parola "politico" dal mio vocabolario e la sostituisco con "macellaio dell'umanità".

28.2.18

Ján e Martina

Quasi nessuno sa dove si trovi la Slovacchia, spesso confusa con la vanagloriosa slovenia. Al più, la si conosce per sottrazione dalla cechia, tanto decantata quanto, di fatto, una sistematica rapina a mano disarmata nei confronti dei turisti, mentre lo Stato di Bratislava e Kosice ha degli ambienti naturali stupendi, con i suoi Parchi Nazionali, i rubinetti che non han bisogno di filtraggio e molto altro. Una nazione di 5 milioni di abitanti dove l'Italia è adorata e non solo per la musica, che gli Slovacchi praticano tantissimo.
Di colpo ci si trova a parlare di questo paese perché Ján, un giovane giornalista coraggioso, è stato ucciso con il suo amore, Martina.
Il primo ministro, Fico, uno che solo a guardarlo farebbe cagare addosso un licantropo, ha messo in palio un milione di euro (in contanti)  per trovare i responsabili. Ma posso dirlo gratis che uno dei mandanti è lui, Fico, insieme ai Vadalà di Bova Marina. E guarda caso, Tajani alza la voce in nome della giustizia, proprio lui che era l'ombra di Previti. 'ndrangheta e ue, uniti dall'uso corrotto di fondi: non si potrebbero eliminare entrambe le organizzazioni? Tanto, a che servono? 
I servizi segreti slovacchi non diranno chi ha ucciso, materialmente e non, i due ventisettenni. E questo serva di lezione a chiunque voglia gridare che il re è nudo, che la recessione e il male dell'europa vengono dalla corruzione che DILAGA pressoché ovunque.
Il procuratore Gratteri sa bene dove si trovi la Slovacchia, dove la mafia calabrese investe da vent'anni, come in altri paesi ex sovietici, lavandoci i soldi sporchi di sangue e odio. Nulla di strano quindi se le 'ndrine fanno eleggere politici da quelle parti, come già accaduto nella dittatrice d'europa, la germania.
A tutti noi che non siamo complici, resta la bellezza semplicemente pura di Ján e Martina: nessun proiettile potrà colpire le nostre menti sognanti, i nostri cuori puliti.
                             "Ján Kuciak poteva essere salvato"  Andrew Caruana Galizia
iak poteva essere salvato"

19.2.18

recessione e suicidi

Ogni tanto si sente dire che la recessione è passata, lo ha fatto anche giorni fa quell'indiavolato di Draghi. Sistemica o no che sia, la recessione comporta un aumento del numero dei suicidi. È sufficiente cercare i due termini del titolo su un motore di ricerca e compariranno migliaia di risultati.
La notizia non è nuova, come non lo sono appunto i vari proclami sull'uscita dalla crisi. Già, ma per chi? Da noi, il Sud è un cimitero per quanto riguarda il lavoro, che, con la formazione, sarebbe l'unico vero rimedio. Non esce dalla crisi chi non trova politiche sociali funzionanti, per cui il lavoro resta un miraggio, avere una casa una fortuna e così sembrano restare due alternative: la strada o la morte.
L'austerità uccide e se non si muore già dentro, prima o poi si rischia di sparire completamente. Invisibili in strada, oppure scomparsi del tutto.
A essere complottisti, si può persino pensare che a qualcuno faccia piacere che le persone "comuni" si tolgano di mezzo da sole, un'esternalità "positiva" della recessione per cui gli si fa persino il favore di autodistruggersi, passando per gioco d'azzardo (di Stato), droghe pesanti e il legalissimo e diffuso alcool. Prima di scomparire del tutto, come clochard o suicida.
Tanto, un rapper per fare gli spot si trova sempre, come i Montezemolo  bombati di grano ma non un politico serio, a partire dal taglio di vitalizi e stipendi immeritati. E se non esistono fondi, né politiche mirate al contrasto dei suicidi, sono solo alcune onlus coraggiose a lottare contro il disamore per la vita.

31.1.18

la guerra di Piazza d'Armi

Questi bellissimi, colorati manifesti sono stati solertemente rimossi qualche ora fa. Sono solo una piccola parte di quelli che domenica sono stati affissi dai cittadini su via Forze Armate (ce n'era uno stupendo sui gatti, che lì hanno fatto una loro Comune di Baggio). 
Piazza D'Armi era un campo usato dall'Esercito per le esercitazioni, io che ero di San Siro ricordo i carri armati e gli spari (non dei carri e a salve)  passandoci vicino. Ora il demone del cemento sta per possedere quella distesa, dove si sono creati boschetti, una colonia di gatti, api e giardiniere solerti: ma quanto valgono 800 ettari di terreno? Perché i politici non amano il bene della collettività? Cosa gliene viene in tasca?
Nel frattempo, si sono stanziati lì nei pressi alcuni Rom, il solito gruppo di Drăgănești-Olt (specializzato in occupazioni abusive delle case popolari e anche peggio) che crea il caso per cui i media prima e i politici dopo gridano allo scandalo. Col pretesto di cacciarli vogliono radere al suolo le palazzine di via Della Rovere, tanto per affilare i denti (da vampiri), edifici che essendo in buono stato costerebbe poco ristrutturare e concedere alle associazioni che offrono progetti alternativi e di amore per il verde. Dal parco delle Cave, la Piazza D'Armi sarebbe un continuum con Bosco in Città, Parco di Trenno e Montagnetta. Bello no? No, devono costruire, ancora, dopo i City Life e gli Expo. Lì a Baggio già sono ai carotaggi, c'è pessimismo ma il Comitato Cittadini per Piazza D'armi non demorde, Y SUERTE!

23.1.18

cannabis legale

Anche vicino a casa mia ha aperto un negozio che vende cannabis "legale". 
Sotto natale i media si sono accorti che queste attività commerciali (= lavoro, cacchio!) sono esplose arrivando ad essere centinaia e, certo, con una discreta clientela, se per esempio la catena del negozio di cui sopra è al quarto punto vendita a Milano. In bella mostra, olio per uso alimentare, addirittura svapo alla cannabis, semi e trinciato verde in vari formati e qualità (cioé prezzi).
Ricca di Cbd, il principio attivo che agisce sul corpo (e quindi, più terapeutico) e povera di Thc (lo sballo) la cannabis legale si fa largo nel marasma legislativo, per cui venderla significherebbe rischiare una multa. Solo soldi, niente di penale quindi. E di soldi si tratta sì, come testimonia il sito cannabis legale, voce del comitato formato da 200 parlamentari che francamente, se non esagera, mi invoglia a pensare di votare alle politiche, soprattutto se ci sarà chi porterà avanti questa "lotta".

La ganja che non sballa è una bella "molotov" nella palude del nostro comatoso paese. Personalmente, sono felice che ci sia. Quando ero ragazzo ero insofferente ai Craxi e alle Jervolino (oggi piddina), quando poi, checché se ne dica, tangentopoli ha mostrato tra Dc e Pxi ben altro che qualche spinello da reprimere. Per me, è come un sogno che si realizza, un po' come quando il 25 aprile del '94 mi chiedevo quando sarebbe caduto il piccolo dittatore.

«La cannabis mi ha procurato parecchie immagini eccellenti. Non metto altro nella mia insalata quotidiana e "che successo!". Qualche tirata dalla tettarella verde e riesco a vedere chiaramente temi complessi».     William S. Burroughs

25.12.17

bimbi strafatti

Ci si allarma periodicamente per l'uso eccessivo di tablet da parte dei bambini. Giusto, però probabilmente dipende dall'uso che se ne fa, altrimenti perché una storica casa italiana di giocattoli educativi avrebbe prodotto una "tavoletta" proprio per bimbi? O saranno meglio i mattoncini colorati? 
Credo che con la crociata contro l'elettronica ai piccoli, ci si dimentichi di quello che resta il leader indiscusso quanto a sostanze: la tv. I canali dedicati, che i bambini grandi e piccoli vengono lasciati a guardare adoranti, sono veramente scadenti. I cartoni animati sono disgustosi, disegnati terribilmente e si salvano quelli più classici, tipo "Sam il pompiere" o i Barbapapà. Le storie fanno rimpiangere Rodari e le sue "Favole al telefono". Il doppiaggio è volto all'idiozia, le voci sembrano ridotte al ritardo mentale e il tono è spesso passivo o aggressivo. Ma la violenza maggiore resta nella pubblicità, che continua a bombardare, a interrompere, a comandare gli acquisti.
Passando poi ai programmi per preadolescenti, tipo i telefilm, viene da rimpiangere qualche buon vecchio horror: perché il mondo, spesso americano, ma anche europeo, proposto lì è terribile, inesistente, finto, la recitazione è stomachevole e le vicende sono di una demenza totale.
Pasolini criticava la ieraticità dogmatica e dominante della televisione, la sua mancanza di interattività: un bambino che su un tablet costruisce una fattoria, una città o distrugge gli zombie con le sue piante, forse ha modo di interagire molto più che davanti a cartoni animati da cui gente come il signor Rossi di Bozzetto è distante anni luce.

21.12.17

auguri Trotto Bene Comune!

Quest'anno voglio fare gli auguri a un piccolo ma forte comitato, Trotto Bene Comune. Formato da abitanti delle zone 7 e 8, attivisti del mitico "No Canal" e altri, sono, ancora una volta, Cittadini a lottare per se stessi: rompono il silenzio di Giunta e Snai (la quale ha messo a bilancio per 29 milioni i terreni in questione). Politici e becchini dell'ippica si leccano i baffi per la speculazione edilizia che hanno in serbo sulle aree dismesse di Trotto e scuderie a San Siro. Edifici storici, lasciati all'autodistruzione e al vandalismo, che potrebbero essere riutilizzati per il mondo delle corse e altro, come l'ippoterapia e magari laboratori per far avvicinare cavalli e umani, progetti innovativi... Sogni bellissimi, mentre l'incubo è l'amianto delle grandi tribune del Trotto, che tutti in zona si respirano inconsapevolmente. 
Peggio di personaggi alla Jason Voorhes, c'è quel mostro del nostro sindaco. C'è chi dice che dovrebbe fare outing sulla sua sessualità ma personalmente odio frugare nelle mutande (becere) dei politici. Piuttosto, quel che non poteva fare era ammettere la sua natura, tipicamente da PD, fatta di... Be', troppo tardi, la magistratura sta svelando chi è veramente 'sto city-manager e chi lo circonda. 
Dolendomi per aver sprecato parole per dei politicanti, porgo i miei sinceri auguri a Trotto Bene Comune, perché solo un Comitato come questo può salvare San Siro dai mostri delle poltrone.

#trottobenecomune

17.10.17

il prezzo del silenzio

Se ci si chiede perché l'ingiustizia si faccia legge, ma nessuno la smascheri, occorre pensare a come si ottiene il silenzio: i più meschini possono denunciare per diffamazione (e magari dannegiarti la macchina) ma ai massimi livelli si arriva alle autobombe. Non lontano dalla Sicilia, che ne ha viste parecchie, nella "civile", turistica Malta, si fa esplodere una voce scomoda, di una donna, Daphne Caruana Galizia. Sì, la Malta che schifa i rifugiati, che parla inglese, oh, che è Stato alla faccia di realtà come quella catalana.
Il corpo sfracellato di una donna subisce pure l'onta di dover attendere, investigatori americani, li ha chiamati il primo ministro che, intervistato, ride senza nemmeno celarlo troppo.
Questo è il prezzo del silenzio, ottenuto da chi non ha vergogna. Eppure sono convinto che ci sarà sempre chi urlerà quel che è vero, quel che il potere non può tollerare perché, per sua natura, è fondato su una malvagità che farebbe frignare Satana in persona.
                                                                                               #JeSuisDaphne

2.9.17

progetti morti

Ancora su Bondeno, tanto per stare sul pezzo, come avrebbe voluto un J.J.J. Che fine può fare un buon progetto sociale? Una comunità di reinserimento? Diventa terra di nessuno, saccheggio per piccoli ladri. Quasi come una vendetta: non mi aiuti più? Allora mi riempo le tasche anch'io, ma le mie sono piccine.
Da estense.com, senza nessun intendimento di infrangere il diritto d'autore. Cronaca, solo cronaca.

19.7.17

il sociale in discarica

Ricevo e volentieri pubblico qui altri documenti sulla defunta Comunità Saman di Bondeno, scritti da veri giornalisti e non da un dilettante da blog come me.
Che il Welfare sia in coma è chiaro a tutti, ma il prezzo da pagare è altissimo, troppo.
Viviamo in una cultura che si rattrappisce a considerare lo svantaggio qualcosa da buttare in discarica, a partire da chi lavora contro la disuguaglianza, cercando di applicare la Costituzione dalle sue basi, come quell'articolo 3 che indica come "compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana".
Quindi gli operatori sociali che lottano non lo fanno (solo) per gli stipendi, ma perché, bonta nostra, ci crediamo. Nonostante tutto.
Grazie a chi legge e commenta il post precedente, "puniti perché chiedevano lo stipendio". Nessun articoletto aveva riscosso tanto interesse e sono contento, sì, perché, lontano dai riflettori dei giustizieri della tv, c'è tutto un mondo di mezzo che molti vivono sulla propria pelle, parcellizzati in piccole realtà che fan pensare di essere soli, disarmati, solo vittime. Ma non è così e forse, c'è solo da rialzare la testa e accorgerci che siamo tanti, troppi.

12.7.17

"puniti perché chiedevano lo stipendio"

Cito questo articolo senza alcuna intenzione di violare il diritto d'autore, ma per averne comunque una traccia e, soprattutto, come atto dovuto rispetto al discorso "Saman oggi". Ho modificato appena il layout per tagliare via la pubblicità.
Estense.com è una testata locale seria, come altri la ricordo ai tempi dell'omicidio Aldrovandi e relativo processo, in cui la consultavamo assiduamente. 
Ringrazio il commentatore anonimo che mi aveva suggerito di cercare questo articolo, datato 26/11/2016. Buona lettura.

30.6.17

la "civilità" di casapound

L'incursione di casapound in quello che dovrebbe essere il tempio della città, il consiglio comunale, è una ferita, un affronto, un'onta per Milano, medaglia d'oro della resistenza. Ma tant'è, ormai, Milano vive una decadenza tutta sua.
Sono perplesso sulla facilità con cui la provocazione ha avuto luogo dando, tanto per cambiare, visibilità a chi ostenta saluti romani come fosse niente (e nega pure di averli fatti, che coraggio).
Mi spaventa vedere com'è stato gestito l'ordine pubblico, sembrando all'inizio che si volessero fare uscire i fascisti dall'ingresso principale - né c'è voluto molto perché gli altri aggirassero il Palazzo quando si è optato per il cancello di via Marino.
Sono indignato dalla pochezza di Majorino, che a "Repubblica" bolla gli squadristi come quattro pirla. Ma anche lui, come il sindaco, non c'era, l'aula era semivuota. Minimizzare occulta un'attenzione necessaria, ora che sta esplodendo il problema dei rifugiati: la pagina facebook di casapound Milano ha circa 17.000 sia "mi piace" che "seguaci". C'è da pensare che dalle prossime ceneri del movimento di Grillo molti confluiranno in quello che è già stato il servizio d'ordine dei 5 stelle.
Chissà se subirà conseguenze Angela De Rosa (a sinistra in foto), per avere patrocinato e favorito la violenza di ieri. Comunque per quanto a pezzi non sono ancora bruciato del tutto, "civilità" lo ha detto proprio lei, di professione giornalista (pure). Mi fa sempre senso vedere gente che rivendica di essere italiana, quando non sa usarne decentemente neanche la lingua...

16.6.17

contro le occupazioni abusive

I vantaggi di occupare abusivamente un alloggio popolare sono numerosi: non pagare l'affitto; non pagare le utenze, con allacci abusivi e pericolosi; scavalcare tutti quelli che, fiduciosi, sono in graduatoria e aspettano magari anni prima di vedersi assegnare un alloggio; sfuggire ai controlli, visto che nessuno, Polizia a parte, può sapere le generalità di un occupante e, di conseguenza, l'uso di appartamenti per i peggiori traffici: prostituzione (probabilmente anche minorile), spaccio, occultamento di individui pericolosi (l'ideale per un terrorista), alloggi trasformati in ostelli a pagamento...
Esagero? Immagina un appartamento dove l'elettricità viene rubata con cavi inadeguati; principio d'incendio, ma pompieri e A2a corrono in tempo, e meno male, visto che c'era anche una fuga di gas. È successo a San Siro l'anno scorso e può accadere di nuovo.
Mi domando, se dopo gli arresti della banda che proprio a San Siro gestiva il racket - perché di questo si parla, di criminali che speculano sul diritto primario di un cittadino, la casa -  le cose cambieranno, quando ci sono zone come il Corvetto dove anche Satana avrebbe paura a passeggiare. Ma se alcuni addetti alle pulizie censiscono e segnalano gli alloggi sfitti, se la 'ndrangheta resta in seno alle istituzioni preposte all'edilizia popolare (perché la mafia non vive su Second Life ma nel territorio reale e deve controllarlo), queste occupazioni abusive porteranno solo danni su danni, come nel piccolo collage di foto che vedi qui: per la cronaca, i puntini neri in quella col bicchiere verde sono vari tipi di insetti striscianti e volanti. Wow, just wow.

30.5.17

spam crudele

Stasera guardando la mia casella di posta ho trovato nello spam una mail pittoresca, in inglese, con i dati di quando sono stato arrestato negli Stati Uniti :O
Sarà ovvio che lo spam, più di altri tipi di comunicazione, cerchi di attirare l'attenzione e così vai di lavori inesistenti pagati cifre impossibili, amorevoli single russe, cialis al prezzo del bicarbonato, trucchi da latrin lover, offerte di elettronica e chissà che altro, ma questa di fornirmi cortesemente i "record" del mio arresto (caso mai li avessi perduti :D), mi ha annichilito. 
Posso comprendere, disprezzandolo, un sistema che cerchi di far abboccare a qualunque costo, ma mi domando che altro arriveranno a scrivere: l'avviso di avere una malattia incurabile, la consorte che ha scoperto un tradimento, a che ora arrivano gli alieni, la prova di un poltergeist nel tinello di casa. 
Scherzo, ma con amarezza: ci si può burlare del prossimo con questioni così delicate? Ah Buddha, quanto è difficile non odiare.
Per la cronaca, non sono mai stato arrestato, non ho mai visto gli States, per ora le mie analisi sono discrete e, soprattutto, sono single!

8.5.17

c'è grossa crisi

Ogni tanto dal web si strepita che qualcosa non funziona, non si guadagna come si potrebbe. Una delle crisi cicliche è Youtube che infatti è come una grossa crisi. Adolescenziale, visto che quello è il suo pubblico. Che potrà veicolare decisioni sì ma non acquisti estremi, tipo, l'automobile, la SPA, la vacanzona.  
Ciò che fa cultura sul "tubo" è, come spesso, misconosciuto. Ma ho la mia età e così magari mi piace, che so, cercare Karl Richter, o David Csiszer.
Sono patetici però questi "youtuber" che minacciano di chiudere i loro canali. E chiudeteli no? Vivremo comunque. Così magari non ci saranno scriteriati suggeritori del "metti le cuffie" che poi ti lacerano di rumori, improvvisati "terapeuti" come nel ASMR (a proposito, ma perché quelli italiani sono solo con accento romano?), YT stars per saper fare le scoregge con  le ascelle, comiche da coliche, tutorial inutili, registrazioni televisive da conati, etc.
Ogni crisi è dovuta a mancanza di soldi, nel caso del tubo di Google, per la fuga degli investitori, cioè pubblicitari, bella roba quella. Se fossi uno che "produce" contenuti(?), mi chiederei se forse, forse non è che 'ste ore di filmini siano così avvincenti. A meno di essere rivolti a qualcuno che abbia molto tempo da perdere.

20.3.17

Windows=malware

Quello in foto è un tabellone pubblicitario della stazione "Repubblica", qualche ora fa, miseramente bloccato su Windows. Finché è pubblicità... Sì, ma tutte le volte che un bancomat, una cassa automatica del super, una biglietteria self-service, un pannello informativo si blocca, è facile vedere una laconica schermata del malefico sistema operativo. Ancora più sconsolante è leggere la versione in uso, non di rado "Windows Server 2003"(!). Lo vorrei dire alla mia banca, quando trovo il monitor del bancomat stazzato su WS 2003 ma non voglio farne il nome (Ubi!). 
Magari le aziende han paura delle versioni server più recenti (e come non dargli torto), ma probabilmente negli imprenditori gioca più un'idea di compatibilità e di pretesa sicurezza; eppure Linux è il più diffuso tra le versioni server, a vantaggio di governi e major come Amazon e Google. Perché è più stabile, più sicuro, più libero (niente blocchi su prodotti o protocolli per far spendere) e anche compatibile. Poi, mentre per Windows Server occorre sborsare decine di migliaia di euro, per Linux basta davvero poco e si parla di un risparmio del 70% sui costi IT.
La prossima volta che trovi un bancomat, una biglietteria automatica, un pannello informativo che non funziona, chiediti - e magari guarda - se non sia colpa di Windows. E di un mercato che è drogato a fare (e farsi) del male.

13.3.17

libertà di vita

E quindi, di morte. Oggi il Parlamento ha iniziato, finalmente, il dibattito sul "fine vita". I deputati in aula non sono stati più di 20 al massimo, quasi erano di più i radicali fuori a manifestare e questo la dice lunga su quanto interessi ai politici di noi. Nuovi giustizieri compresi, come il movimento 5 seghe (ormai si può dire).

In piazza c'era anche Mina Welby e la provocazione dell'immagine della Associazione Luca Coscioni è un urlo alla libertà: Piergiorgio si vide negati i funerali religiosi e posso ammettere che la vigilia di quel Natale ero così furente che scrissi sui muri di diverse chiese e ospedali "Ciao Welby". 
Ne approfitto per dire che io vorrei potermi spegnere, se fossi malato e immobile. Mi pare anche banale doverlo ribadire e qualcuno, come la Chiesa, finalmente corre ai ripari, visto che, si sa, il papa polacco godette dell'eutanasia, quando ormai era in condizioni terribili.
Oggi i deputati si godevano il privilegio di non lavorare di lunedì e certo, se dovessero essere nelle condizioni di Eluana, Piergiorgio e Fabiano, è indubbio cosa sceglierebbero. Binetti e seguaci compresi.

ps A proposito di Binetti, mi si risveglia la peristalsi e quindi scrivo con gioia che l'Opus Dei è una montagna di feci.

25.2.17

lo Stato bara


Se c'è qualcuno a cui "piace vincere facile" è lo Stato. A parte l'odiosa campagna pubblicitaria, il potere bara e spinge molti anche al secondo significato della parola. Lo Stato abdica dalla sua funzione di tutela dei cittadini per spremerli il più possibile. Il gettito fiscale diminuisce ma le entrate del gambling no. Lo sanno bene le mafie, 50 le cosche che lavano e ottengono denaro dal gioco, sempre meno illegale, infiltrandosi nei circuiti leciti.
I dati del gioco patologico sono spaventosi: circa 800.000 persone affette in Italia, in aumento e con pari opportunità: molti minori, grazie al gioco online e il 40% dei giocatori malati sono donne. 
Ho partecipato a due convegni sul tema, visto che come assistente sociale sono tenuto alla Formazione Continua. In entrambi non si è parlato di mafie: nel primo non era previsto, nel secondo "non c'era tempo". Va bene, cerco di non pensare male - ma nelle slide del convegno "mafie" compare solo nel titolo. Eppure i picciotti possono arrivare a corrompere Fiamme Gialle, giudici e politici (addirittura eleggendoli alla Colucci) come accaduto a Milano con il clan Lampada-Valle e i loro 350 video-poker truccati.
Il link alle slide sopra è abbastanza esaustivo sul "GAP" e qua e là in rete si trova il legame mafie-gioco d'azzardo patologico. Mi limito a osservare che se i Servizi Tossicodipendenze si occupano di questa dipendenza da più di un decennio, è difficile pensare a come contrastare un fenomeno terribile e così diffuso, se invece di regolamentare e controllare lo Stato si preoccupa solo di fare soldi. Un vero eroe non è un Mangano o un Dell'Utri, ma, come canta Caparezza, ognuno di noi quando non cede alle lusinghe illusorie di una "facile", criminale ricchezza.

       

15.2.17

signorine illegali

Niente paura, non scendo certo ai livelli di una ciofeca come Libero: a quella sottospecie di giornalisti che attaccano certi politici in termini maschilisti andrebbe ricordato che la violenza di genere comincia dalle parole, le botte vengono sempre dopo gli insulti.
Da anni In Italia circola la leggenda che una legge avrebbe abolito l'uso del termine "signorina". A quanto pare però una simile norma non è mai stata approvata, nonostante molti in rete affermino il contrario (senza mai però citare veri riferimenti legislativi).
Sicuramente giudicare una donna dal fatto che sia sposata o meno è discriminante. Ma si può essere poi così sicuri che ragazze e giovani donne detestino quel termine? Che non soffre più del disprezzo di un tempo per le "zitelle". Sembra che molte ragazze non credano al matrimonio, non lo vogliono e non lo cercano. 
Per molte donne essere chiamate "signora" suona come la sanzione di non essere più giovani e trovano quella parola più odiosa di signorina. Certo, non mi piacerebbe sentirmi definire signorino (se non per scherzo) ma mi dà molto più fastidio se mi si dà del "ragazzo", mentre ormai veleggio verso i 50. 
Ci sono ragazze che amano le tradizioni, che trovano in "signorina" una forma di cortesia, un po' come il gesto da galateo di tenere la porta aperta e far passare prima una donna. La lingua viene plasmata da chi la usa, piaccia o non piaccia. E poi, mi sbaglierò, ma ci può essere un uso scherzoso, se non vezzeggiativo di quel termine.
"Buonasera signorina, kiss me goodnight."
                                              Fred Buscaglione

5.2.17

Area Cassa

L'Area C è di una inutilità evidente. Dà tutto il senso della pochezza politica "urbana", come gli agenti sguinzagliati in centro alle 6 del mattino a svegliare i clochard, perché fanno brutto. Per le giunte di ogni colore a partire da Pillitteri (già, chi l'ha inventato l'Ecopass se non colui?), Milano è una puttana senza cuore, che tira a lucido la cerchia dei Bastioni e se ne fotte altamente di tutto quello che c'è al di là delle mura spagnole, manco fossimo ancora ai tempi de "I Promessi Sposi". 
Improvvisamente inquinano tutti: gpl, metano, Diesel Euro 4... Certo le auto inquinano. Tanto vale abolirle, avremmo emissioni ZERO!
Un sincero ringraziamento alla Giunta per il regalo alla vigilia di San Valentino, d'altronde è difficile innamorarsi di Milano. Grazie per trasformare a breve la circonvallazione interna in una camera a gas. Grazie per trattarci come dei cretini sparando l'Area C come la soluzione ottimale all'inquinamento, quando i capisaldi restano carburanti e veicoli meno inquinanti (autobus inclusi), potenziamento del trasporto pubblico soprattutto extraurbano, e magari piccole trovate innovative come multare i taxi che di solito snobbano le preferenziali per spennare meglio il pollo cliente. Comunque, grazie per il continuare a fottervene delle periferie!

20.1.17

avevi ragione Oscar

Quando stavamo in via Raimondi, dicevi che di quella casa non importava a nessuno e che saremmo potuti rimanervi chissà quanto. Era più di dieci anni fa, e anche se l'edificio pare già abbandonato da tempo, avevi ragione.
Ti scrivo qui, anche se non sarà il massimo, avevo provato a farlo altrove ma pare che i messaggi, con questi ritrovati moderni, arrivino a destinazione. 
Io però sono contento di essermene andato. A parte la mia solita povera fotocamera, già a vederla sembra un po' una casa da film horror. E lo era. Non per te, io in fondo con te ho superato il diktat "compagni ma non amici". 
Però sappiamo bene che razza di gente ci fosse. Che forse aveva solo paura, ma allora perché FANNO gli anarchici? 
Mi ricordo quella "assemblea" finale, finita a botte. Erano arrivati i rinforzi, fatti di coca (non c'è che dire, i "centri" son sempre trendy). Le volanti, il compagno pirla che ci disse "Ciao ragazzi, tutto bene?".
Avevo una stanza ma non una casa, come mi disse qualcuno, così andai dove avevo una casa ma non una stanza. Non so neanche come abbia fatto il primo anno di Uni là dentro, tirando avanti con 5 euro al giorno.
Sei uno con le palle Oscar e sono contento di aver fatto tutto quello che abbiamo fatto insieme. Mi hai insegnato la fierezza tipica dei baschi.
Spero che non ti cacci nei guai come allora, quando io non me la sono sentita più. Kaixo!

14.1.17

ASMR che passione

Da qualche anno imperversa in rete questa moda di fare video "ASMR". Che cosa sia lo si trova bene spiegato, anche nella figurina presa a prestito da Pinterest.
Nella mia insonnia ricorrente, dopo aver scoperto l'argomento mi sono tuffato nella marea dei video che prosperano sul web. Alcuni funzionano, ma mi viene in mente la critica di Luttazzi sui blog, che  spesso vedono persone sparare di tutto con la semplice autorevolezza di essere online.
I video ASMR spesso sono girati con improvvisazione, "one-shot", senza preoccuparsi del volume, o di ritoccare i video nei momenti morti e nelle gaffe, scopiazzando altri che a loro volta imitano. Nulla di male, se non fosse che per me, più che apportare un beneficio, rischiano di essere nocivi.
All'inizio viene spesso raccomandato di usare le cuffie, che notoriamente possono danneggiare l'udito, se usate a lungo o con alti volumi. Ma capita che all'improvviso venga riprodotto un suono fastidioso, troppo vicino al microfono (quando viene per esempio aperto un pachetto di qualche prodotto nel "role-play"). I commenti su youtube sono spesso sprezzanti, ma non a torto: la "neurologa" che mette come sfondo lo studio di un dentista, quella che ha sul muro una crepa abbastanza inquietante, quella che all'improvviso non sa cosa dire, o che non ha preparato gli oggetti necessari, o che legge l'etichetta di un prodotto per la prima volta, o i rumori intorno che guastano la festa, tipo una porta che sbatte, un aereo che passa, qualche animale domestico in cerca di celebrità o ancora, l'aria guardinga della performer quasi a temere che arrivi qualcuno, magari un genitore(!).
Trovo molto umiliante l'esecuzione del tapping, per cui vengono picchiettate le unghie su qualche oggetto come si lanciano i croccantini a un cane, quasi che lo spettatore non aspettasse altro per entusiasmarsi. Picchiate tra l'altro con forza, senza delicatezza. Infatti molti di questi improvvisati "terapeuti" non hanno la minima idea dell'importanza in voce e gesti del ritmo, che per essere rilassante dovrebbe essere lento, e se possibile sempre di più. Non a caso, quando i "whisperer" stanno zitti finalmente ci si rilassa un po'...
Magari non faccio testo, visto che ho un'iperacusia. Ma chi per esempio ha la misofonia non trae giovamento da questi video e forse, forse nemmeno chi ha un udito normale e però non si può che pensare a qualcosa di utile, viste le migliaia, se non milioni, di visualizzazioni.

25.12.16

auguri lettore!

Di cantonate ne prendo tante però ho la netta sensazione che il terrorista ucciso a Sesto stesse solo scappando. Trapela un po' dalle indagini e insomma, fino a qualche tempo fa da Sesto F.S. partivano molti pullman internazionali, ora dirotatti tutti su Lampugnano. Che il tizio avesse un'informazione sbagliata? Magari apposta? Più o meno a quest'ora, due notti fa, il terrorista si aggirava per Sesto. Fa un freddo micidiale e, se davvero avesse avuto qualche appoggio, non vi si sarebbe magari rifugiato qualche ora, prima di riprendere la fuga? La mia sensazione è che "ci marcino". Ancora. Perché gli coviene, ci dominano col terrore. 
Ecco, sarà un pensiero sbagliato ma volevo offrirtelo. Di solito sotte le feste porgevo i miei auguri dal blog a qualcuno che ritenevo significativo. Mi rendo conto di non averlo fatto mai verso chi fa vivere queste pagine elettroniche: tu, che leggi qui. Che hai contribuito a raggiungere 80.000 visite. Non posso che dirti grazie e augurarti un anno decente, in cui magari anche dall'alto si decidano ad abbandonare questi stupidi spauracchi, che calpestano il sangue delle vittime, necessarie al terrore degli Stati. 

"La paura tende sempre a far vedere le cose peggiori di quel che sono"
                                                                                      Tito Livio

18.12.16

nebbia sporca

Non mi fa piacere che stiamo quasi senza sindaco. Per quanto possa non accettarlo, lui deve guidare la città, lui è il nostro sindaco. Poi di Expo si sapeva, ma è singolare questo purismo per la fedina penale. Non minimizzo le colpe, ma non siamo forse abituati ad essere governati da stragisti, corrotti, amici dei mafiosi...? 
Intanto Milano è risucchiata da un'orzata mefitica e c'è un continuo ammalarsi, che sembra andare oltre i consueti malanni e picchi di stagione. 
Il dramma che stiamo vivendo è una giunta che è sembrata immobile, inattiva. A Milano sopravvivere è ancora più duro e tocca militarizzare ancora, di più, inutilmente. 
Questa nebbia dice quanto sia tardi. Quanto inutile sia il governo (a proposito, era chiaro che ci avrebbero snobbato di nuovo, altro che referendum e pozzi di san Patrizio delle nostre democrazie). Quanto ci sarebbe da fare. 
Io però mi sento più stanco e incredulo. Sarà l'invecchiare, ma è da quando ero ragazzo che vedo scorrere tangenti e sangue, tanto, troppo. Mi piacerebbe dire a chi comanda: arrendetevi, siamo tutti nello stesso smog.

20.11.16

e la strage continua

È banale dire che si debba pensare a case che resistano ai terremoti. Non lo è più dal momento che i nostri politici ci lasciano crepare, come al solito e non gliene fotte un beato di noi.
Non è più banale dirlo quando, parlando con uno straniero, ti senti spesso dire, come italiano, che il tuo paese è meraviglioso: la gente, il cibo, l'ambiente, l'arte e la storia... Allora però devi ammettere che il paese muore, cade a pezzi e sembra che gliene importi solo ai giornalisti, sì, ai giornalisti, perché li vedi, li leggi, li senti quando sono lì, diventano i nostri occhi e i loro sono agghiacciati. Che incrociano quelli dei soccorritori, le cui voci sono profonde. Sotto terra. Un po' come i nostri uomini di mare quando raccolgono i vivi e si offuscano pensando agli altri, i morti.
Non ci danno i pannelli solari? Ci diano tutto il possibile per non morire a casa nostra. Ci vuole poco, che aspettano? Ristrutturare darebbe un sacco di posti di lavoro. Ma no, le mafie guadagnano dai grandi appalti, che crolli tutto, che poi ci sono quei rompiscatole della Soprintendenza, no no meglio i lavori stradali. È banale, è banale dirlo. Non lo è più, se la strage continua.

17.11.16

strafottenza urbana

Mi ha sempre sorpreso la strafottenza tutta urbana che hanno i malavitosi. Nel tempo ne ho "gustate" di ogni e mi sono visto puntare una pistola o una bottiglia rotta al collo, ma la violenza dell'impunità che quegli individui ostentano è senza pari. 
Stanotte ho incrociato dei tizi, probabilmente spacciatori di coca, che parlavano allegramente di soldi e di dosi. Tipo... 1000. Erano talmente infervorati per via di qualche somma mancante che non si curavano di essere ascoltati. Tranne quando mi è scappato di tossire. Lo ammetto, avevo lo sguardo basso. Mi ha sempre fatto sorridere Charles Bronson. E anche Chuck Norris.
Come niente fosse, c'è chi parla talmente ad alta voce  di qualcuno che non ha pagato, ridendo, guardandosi in giro perché le lezioni che vengono impartite sono letali. Il tutto non può che accadere vicino a un bingo, e dove se no.
Faccio queste foto banali pensando di metterle nel retrobottega. Poi però mi tocca fare i cacchi miei, il sugo della vita, alla  Manzoni.
Non mi sento fiero e nemmeno posso sognare un mondo perfetto. Ma se incrocio un boss della 'ndrangheta al semaforo, lui mi squadra dal suo Cayenne, coi suoi occhi che hanno il buio tetro di chi è pronto a uccidere, io dal basso della mia utilitaria fingo di aspettare il verde. O no? Io ho fatto così. E certo, non me ne sento fiero.

10.11.16

pubblicità senza bambini

Sembra che i pubblicitari, nella corsa disperata ad accalappiare attenzione, ultimamente abusino parecchio dei bambini. I piccoli non sono più parte di improbabili famiglie felici tra mulini e mutui, ma sono lasciati soli a comprare telefonini, auto e case. Certamente la pubblicità per i bimbi è un problema irrisolto (paesi come Canada e Svezia la vietano) ma usare i piccoli per catturarci cervello e tenerezza a puri fini di merce mi pare come legittimare il lavoro e la prostituzione minorili. 
La storia della pubblicità offre parecchi esempi oramai perduti, per essere elegante, pacifica e soprattutto rispettosa, come questa cremita Barzetti sepolta nel tempo.
Che continuino a usare per la réclame pallidi comici, stelle cadenti del cinema, robot o immagini 3D, ma la smettessero di far leva sul bambino che è in noi, mercificando il sentimento per l'infanzia che, coi soldi, non ci dovrebbe proprio c'entrare. E magari, sarebbe bello boicottare le marche irrispettose: come ha già detto qualcuno, i bambini non sono merce.