17.11.16

strafottenza urbana

Mi ha sempre sorpreso la strafottenza tutta urbana che hanno i malavitosi. Nel tempo ne ho "gustate" di ogni e mi sono visto puntare una pistola o una bottiglia rotta al collo, ma la violenza dell'impunità che quegli individui ostentano è senza pari. 
Stanotte ho incrociato dei tizi, probabilmente spacciatori di coca, che parlavano allegramente di soldi e di dosi. Tipo... 1000. Erano talmente infervorati per via di qualche somma mancante che non si curavano di essere ascoltati. Tranne quando mi è scappato di tossire. Lo ammetto, avevo lo sguardo basso. Mi ha sempre fatto sorridere Charles Bronson. E anche Chuck Norris.
Come niente fosse, c'è chi parla talmente ad alta voce  di qualcuno che non ha pagato, ridendo, guardandosi in giro perché le lezioni che vengono impartite sono letali. Il tutto non può che accadere vicino a un bingo, e dove se no.
Faccio queste foto banali pensando di metterle nel retrobottega. Poi però mi tocca fare i cacchi miei, il sugo della vita, alla  Manzoni.
Non mi sento fiero e nemmeno posso sognare un mondo perfetto. Ma se incrocio un boss della 'ndrangheta al semaforo, lui mi squadra dal suo Cayenne, coi suoi occhi che hanno il buio tetro di chi è pronto a uccidere, io dal basso della mia utilitaria fingo di aspettare il verde. O no? Io ho fatto così. E certo, non me ne sento fiero.

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