20.11.16

e la strage continua

È banale dire che si debba pensare a case che resistano ai terremoti. Non lo è più dal momento che i nostri politici ci lasciano crepare, come al solito e non gliene fotte un beato di noi.
Non è più banale dirlo quando, parlando con uno straniero, ti senti spesso dire, come italiano, che il tuo paese è meraviglioso: la gente, il cibo, l'ambiente, l'arte e la storia... Allora però devi ammettere che il paese muore, cade a pezzi e sembra che gliene importi solo ai giornalisti, sì, ai giornalisti, perché li vedi, li leggi, li senti quando sono lì, diventano i nostri occhi e i loro sono agghiacciati. Che incrociano quelli dei soccorritori, le cui voci sono profonde. Sotto terra. Un po' come i nostri uomini di mare quando raccolgono i vivi e si offuscano pensando agli altri, i morti.
Non ci danno i pannelli solari? Ci diano tutto il possibile per non morire a casa nostra. Ci vuole poco, che aspettano? Ristrutturare darebbe un sacco di posti di lavoro. Ma no, le mafie guadagnano dai grandi appalti, che crolli tutto, che poi ci sono quei rompiscatole della Soprintendenza, no no meglio i lavori stradali. È banale, è banale dirlo. Non lo è più, se la strage continua.

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