31.12.13

Blog pride

Il mio blog è solo mio. Non è un giornale, un periodico, un baraccone da imbonitori, ma è tante piccole cose: una sorta di diario elettrico, un quadernino senza carta, un rubinetto di idee, una galleria stralunata. 
Nel mio blog dico quello che penso e se uno vuole può segnalarmi, al fornitore o al tribunale, ma non per questo smetterò di esprimere opinioni, alla ricerca di ciò che è vero.
All'autore del mio blog non interessa dirsi o sentirsi chiamare "blogger", il mio non è un lavoro, è un hobby, uno sfogo, una ricerca, una bottiglia nel mare elettronico, un'aggressività sublimata.
Il mio blog ti è grato se vorrai sentirlo un po' tuo, se ne apprezzi qualcosa, se lasci un tuo segno su quella specie di guest book che sono i commenti, i +, le citazioni. Puoi pure insultarmi, sono abituato, ma preferirei critiche sensate, perché lo so di essere tremendamente imperfetto.
Il mio blog non sarebbe nulla di importante, ma forse è proprio iniziando con delle cose minime che ci si può salvare, nel senso di non affondare...

23.12.13

La libertà di Daniele

Sopravvive in rete parte del blog scomparso di Luttazzi, recuperato da alcuni valorosi fan. Al node 811 (Luttazzi copia! ovvero Tecnica della diffamazione moderna per ingenui veri e tonti finti) c'è anche l'episodio che vide Scacchiatore, fin lì sopito nel limbo dell'anonimato, destato da cani da guardia padronale. Non si trattava di troll (oddio, tecnicamente lo erano) ma di un commando che perlustrava il web a caccia di difensori del buon Daniele.
Luttazzi è una potente spia della democrazia. La sua assenza, la sua eliminazione artistica sono conseguenza di censura, di repressione, espettorato dei desiderata violati del pozzo di san Patrizio delle democrazie.
Daniele si scagliò contro molti potentati. In tutti questi anni, lanciandosi in spiritosaggini deprimenti, Lolito ha sempre avuto in mente Luttazzi, tanto da citarlo, senza nominarlo, nel discorso durante la fiducia a Letta nell'ottobre 2013. Ossessionato, Lolito pensa, nel suo delirio paranoide narcisista, di essere un comico migliore di Daniele. Invece è solo uno da 41bis.
Ma anche il Pd era un bersaglio di Daniele, capace di comicità scevra da deliri di onnipotenza alla Grillo. Anzi non è detto che non vi sia anche costui tra i suoi detrattori, ne sono sempre più convinto, notando il controllo squadristico degli irretiti sul web nostrano. Al contrario dell'imbonitore di Sant'Ilario, Luttazzi riconosceva lo steccato tra potere e satira, il rispetto per il pubblico che non scade nel populismo, l'illusorietà che una fottuta legge possa cambiare la pochezza umana.
In Decameron Luttazzi camminava all'inizio di una fila che alludeva a "Il settimo sigillo", una specie di pre-visione rispetto al suo destino segnato, visto il coraggio di fare vera satira: contro il potere. Il giorno che Luttazzi tornerà a poter fare i suoi spettacoli, in tv e in teatro, probabilmente saremo nei pressi della (presunta) democrazia. Nel frattempo - e altrimenti - resteremo in un'eclissi totale dei diritti, tutti.
                              la tua mancanza di libertà è la mia mancanza di libertà (Malombra, node 380)

17.12.13

Corrosione mafiosa

Oggi il Corriere Milano era esemplare. L'articolo «’Ndrangheta, l’omertà di Milano»: le audizioni della commissione Antimafia, già sbugiardava l'Alfano dell'Expo mafia free (da quale pulpito, poi). Milano esce malridotta dall'istantanea delle forze di contrasto: 'ndrine con le mani su appalti e finanza; omertà tra imprenditori, commercianti e cittadini; banche colluse; usura, tanta ma invisibile. Per questo do ragione a chi definisce nei modi peggiori la nostra merdopoli. E non si adiri il Maroni se non lo vogliono ascoltare, sarebbe tempo perso, evidentemente.
Esemplare, il Corriere Milano cartaceo, perché nel primo trafiletto accanto all'articolo, riporta un grave atto terrorista. I vigili urbani di Buccinasco hanno trovato le maniglie delle auto di servizio cosparse di acido corrosivo. Motivo? Stanno facendo controlli nei cantieri della cittadina. L'uso di liquidi così pericolosi è quasi una firma, visti gli omicidi di bambini e donne, buttati direttamente o costretti a bere tali sostanze, a simulare suicidi inverosimili.
Tutti i cartelli contro gli infortuni sarebbero adatti ai mafiosi, alle loro case, famiglie, vetture, giacche. Perché si tratta di materiale pericoloso, mortale. Materiale sì, perché si può pensare che quegli esseri abbiano un'anima? L'hanno sciolta nell'acido mafioso e solo qualcuno la ritrova, anche se piuttosto malridotta. Come Buscetta dopo Capaci e via D'Amelio, Spatuzza dopo la neonata morta ai Georgofili, Brusca dopo aver incontrato Rita Borsellino. Anche questo aiuta a pensare che, un giorno o l'altro, troveremo l'uscita di emergenza dalla montagna di sterco che è la mafia.

13.12.13

nel nome di quale dio

Certe storie sono così brutte che verrebbe da non parlarne, come stanno facendo gli abitanti del quartiere dove viveva la vittima. 
Due anni fa. E' estate ma per una ragazza di 26 anni non c'è gioia. Si suicida. Da scritti, foto e video della giovane spunta successivamente il motivo dell'addio: abusi sessuali. Da una suora. Ora, fino al giudicato la Costituzione prevede la presunzione d'innocenza, però... Perché dopo che i genitori denunciarono le attenzioni morbose della religiosa, all'epoca dell'inizio degli abusi, questa fu trasferita ma poi tornò non lontano dalla ragazza, riprendendo la persecuzione? Per questo ora, parte civile nel processo, madre e padre della vittima, lo sono anche nei confronti della congregazione religiosa, perché non ha vigilato sulla propria consorella. 
Spero che i genitori ottengano giustizia ma mi domando perché il clero cattolico copra i propri demoni. Questa storia è atroce, ma gli abusi, si sa, sono all'ordine del giorno tra i consacrati. Se ci fosse un minimo di coerenza, chi sbaglia fino al punto di violentare chi dovrebbe invece educare, non solo dovrebbe essere sospeso come religioso, ma anche scomunicato. Invece no, invece si copre. Omertà, come la mafia, che da sempre ha una cattolicità tutta sua - e poche scomuniche. 
Probabilmente, sia chi dirige e affossa segreti maledetti, che chi li compie, non credono minimamente all'inferno. E nemmeno a un dio. Amen.

9.12.13

Vogliono il nostro male

Visto che oggi parte la raccolta dell'umido anche nelle zone 2, 3 e 9 di Milano ero tentato di scrivere un salottiero, personalissimo boicottaggio, dato che oltre al compost si produce il nocivo biogas. Ma oltre a realizzare che se volessi scioperare contro gli inceneritori, dovrei trasformare casa in una discarica, in queste situazioni mi viene sempre in mente l'episodio dell'allora presidente della provincia fiorentina Renzi che insulta un'oncologa, preoccupata per un nuovo termovalorizzatore, fonte sicura di tumori ("Mi procura troppi malati"). Perché Renzi "spettacolava" così? Per il nostro bene? O per reconditi interessi di parte? Mi pare sempre di restare in un sillogismo, senza aumento di conoscenza, ma certi episodi sono significativi. Non è inquietante che chi, come la dottoressa Gentilini, era schierata per il NOSTRO bene, fosse ridicolizzata?
Allora, tanto per restare nel già detto, è noto che siamo in 7 miliardi sul pianeta e aumentiamo di numero. Siamo troppi per essere governati e i padroni del mondo lo sanno molto bene. Perciò le guerre saranno sempre un ottimo business, meglio ancora se attuano genocidi. 
Qualcuno potrebbe trovare ideologicamente accecata la posizione di chi diffida dei vaccini. Invito caldamente a leggere l'articolo "Vaccinare il Mondo: Gates, Rockefeller vogliono la riduzione della Popolazione Mondiale". Alla luce di simili rivelazioni non credo che, per restare a casa nostra, perseguitare chi sostenga una determinata posizione, come i fratelli Marcianò sulle scie chimiche, abbia senso per il bene comune. E' violenza antidemocratica, come quella di Renzi che non cita uno studio scientifico contro quello di Coriano (Fc), ma offende in modo maschilista, violento e "colluso". Lolito è ancora lì (oddio magari lo fischiano ma lui c'è) e si ripete la pantomima nata dal Pci di Togliatti: grilli parlanti e opposizioni di scena, quel che conta è il capitale, il profitto, lo sfruttamento umano fino all'annientamento.
Non manca mai un bambino che riconosce quando il re è nudo e resterebbe solo di dire basta, ma si opta sempre per quella vita che è il monologo finale di Trainspotting ("Choose life"). Così tremendamente banale, così orribilmente letale...