24.11.12

Cinesi a Milano

Lezione di Kung Fu in un cortile milanese
Da mesi Google Maps definisce Chinatown la zona di Paolo Sarpi. Anche se i cinesi preferiscono continuare a chiamarla "Paolo Sarpi",  certo è un piccolo segnale di riconoscimento per una comunità che esiste a Milano dagli anni '30, quando, tornati dalla guerra i lavoratori francesi, le maestranze che li avevano sostituiti cercarono fortuna verso Est (cioè verso casa). I primi cinesi a Milano facevano gli ambulanti. 
Un gesto distensivo non era arrivato invece da Pisapia, come mostrava il video de "Il Fatto" sulla commemorazione dei cinesi trucidati a Roma. Peggio aveva fatto De Corato, sguinzagliando vigili e polizia in Paolo Sarpi nel 2007. Di tutta questa miopia si potrebbe fare a meno.
I cinesi vanno a scuola - alcuni fino all'Università e, giunti anche alla quinta generazione, perdono lentamente quella chiusura tradizionale che li caratterizzava. Nell'ultimo decennio le loro attività commerciali, in quartieri soprattutto popolari, hanno costituito dei veri servizi di prossimità, dove la socialità è interculturale. Bar, ristoranti, botteghe elettroniche, parrucchieri, mercatini, sono luoghi di scambio di comunicazione che va oltre il mero commercio. Senza contare che i negozi aperti la sera, nelle nostre periferie, aumentano la sicurezza della città.
I contanti con i quali vengono aperti gli esercizi commerciali - e che alimentano discussioni infinite - derivano prevalentemente da prestiti tra familiari; spesso le nozze servono a racimolare denaro, grazie ai doni, e alleanze, il che antropologicamente è stato un classico in molte culture.
Forse la più grande paura che destano in noi i cinesi è quella di far meglio: il senso del dovere, del lavoro, del servizio, come quello della famiglia, sono in loro fortissimi. Non a caso aumentano le coppie miste dove, spesso, la partner è una donna cinese.
I cinesi, come altri immigrati, ringiovaniscono il tessuto sociale (1 cinese su 4 è minore) e condividono le nostre vicissitudini. Per questo la povertà tocca anche loro: si parla di un centinaio di senza dimora cinesi, che gravitano per lo più in Garibaldi, assistiti dalla comunità Sant'Egidio. E se ormai si è affacciata la prostituzione anche tra i cinesi (stradale, in centri massaggi e appartamenti) diretta a tutti, il motivo principe è proprio l'impoverimento e il venire meno della rete-paracadute dei legami familiari. Ne guadagna la mafia cinese, che sì, c'è e opera soprattutto nel campo dell'immigrazione clandestina e della contraffazione, ma i livelli non sono quelli delle mafie nostrane, con cui pure è instaurata una certa collaborazione (soprattutto con la camorra). Le gang giovanili invece vivono esclusivamente nei circuiti tra cinesi, per cui cinesi sono i negozi taglieggiati, i cui proventi servono a spacciare ketamina ed ecstasy, ma sempre a cinesi. Questo è un aspetto di chiusura ancora molto forte, però, anche qui, non all'altezza dello spaccio internazionale di 'ndrine e narcos. E sarebbe da investire per spezzare questo mondo nascosto, ma figurarsi, i soldi per progetti sociali sono fantascienza.
A settembre qualcuno si è stupito che dei cittadini cinesi manifestassero per delle isole rivendicate dalla loro nazione. A me sorprende che qualcuno dimentichi che si tratta, appunto, di persone, di cittadini, calati in un paese dove avremmo ancora dei diritti, tra cui quello di manifestare, appunto...

E un augurio di benvenuto e di buona vita alla piccola Valentina Xiao Ya ^_^

16.11.12

Israel means inhumane

Questa foto non può essere nascosta. Nelle ultime ore i morti palestinesi sotto il fuoco israeliano sono circa 20, tra cui una 19enne incinta e molti bambini, come questo, di 11 mesi, mostrato da Guerrilla Radio per denunciare il massacro attuato da Israele. Il rischio è una ripetizione della strage compiuta con l'operazione "Piombo fuso".
Per retorica si dice che Tel Aviv risponde ai razzi lanciati verso il sud dello stato dalla striscia di Gaza, ma dall'8 al 13 novembre Israele ha provocato 8 morti (tra cui 3 bambini) e 52 feriti. 
Israele sta sparando al ritmo di 10 raid aerei all'ora; fuoco arriva dalle navi e si teme un attacco di terra. Al-Jazeera riferisce che gli ospedali di Gaza sono allo stremo, con più di 200 feriti, molti bambini. Il bilancio dei morti cresce così di continuo.
L'antisionismo non è antisemitismo. Altrimenti non esisterebbe una rete di "Ebrei contro l'occupazione". 
Anni fa mi commossi al Monumentale sulle tombe dei deportati nei lager, ma non posso non sentire dolore e odio, né sottacere che Israele faccia dello sterminio di massa la sua politica; chi doveva andare contro il nazismo se lo è iniettato in vena.
Oggi una prima manifestazione a Roma, alle 17,30 a Montecitorio. Altre iniziative verranno e si può averne notizia dal sito della Freedom Flotilla Italia.
Facciamo qualcosa per i nostri fratelli palestinesi. Restiamo umani.

1.11.12

Boeri non sfottere

Bosco(?) verticale in costruzione
Milano avrà 8 nuove intitolazioni di vie a personaggi meneghini illustri o "significativi", come la compianta Camilla Cederna. Ma questi aggiustamenti toponomastici sono spesso beffardi, perché ritagliati in angolini raffazzonati in centro o straperiferici, destinati quindi a rimanere misconosciuti - e poi perché incuranti di personaggi che la municipalità sembra ostinarsi a non voler ricordare: Pasolini, le partigiane Gina Galeotti Bianchi e Norina Pesce Brambilla, la poetessa Alda Merini, tanto per fare qualche nome.
Ora che comincia a fare veramente freddo, ora che quindi molti milanesi si decidono a usare con terrore scaldabagni, riscaldamenti e stufette (a volte letali), mentre i meno fortunati si ritrovano il boyscout senza cuore Majolino a sfruttarli per il suo cammino verso Montecitorio, trovo che le parole pronunciate per l'occasione  da Boeri siano un insulto vergognoso: "tutti da oggi siamo più ricchi". Oh, certo, come no, peccato però che noi non abbiamo offerto le terga a Ligresti per anni o alla mafia con l'affare del G8 alla Maddalena. Boeri ci ha già provato tante volte a rifarsi una verginità, ma chi crede di infinocchiare? Sono gli architetti come lui a far detestare la categoria, con le idee geniali tipo il "bosco verticale", che di sicuro rende verticali soprattutto i conti in banca di una delle diverse manovalanze intellettuali delle mafie.
Boeri di sinistra ha la parte anatomica del corpo, come tutti; quanto alla cultura, dovrebbe far rivivere, ad esempio, le biblioteche, senza orari puzzle e con le aperture serali com'era ai tempi dell'Aniasi che tanto ci decanta, magari mandando al diavolo la moda, che invece tiranneggia in città, col suo seguito di crimini vari (apologia dell'anoressia, evasione fiscale, prostituzione...). Non siamo più ricchi, nemmeno culturalmente, per qualche nuova targa di marmo in città. Perciò Boeri, non sfottere, resti uno dei tanti sepolcri imbiancati che ammorbano quella che è sempre più una merdopoli. Anche per colpa tua.