14.7.11

Amsa da buttare

Con Pisapia è giunta una nuova dirigente dell'Amsa, l'ente che a Milano si occupa di rifiuti, parchi e giardini, neve, pulizia di strade, tombini e dello Stadio, disinfestazione dalle zanzare. Tali insetti abbondano grazie all'inerzia di Moratti, la quale bene è stata ripagata con la bocciatura delle sue nomine ai vertici Amsa, compreso quel Maurizio Cadeo buono a intascare centinaia di migliaia di euro dal Comune (e forse anche dagli amici degli amici). Guardando all'attualità, la situazione è tragica. Milano è al 34% di raccolta differenziata, secondo Legambiente, mentre la Lombardia è al 48%. Le giunte di destra hanno impoverito la città anche in quello: secondo la provincia Milano nel 2000 la raccolta era al 31% (sperando in dati non fittizi). Capita di vedere mezzi dell'Amsa che compattano insieme rifiuti differenziati, specie nei comuni dell'hinterland dove l'Azienda ritira l'immondizia (Settimo, Trezzano, Novate, Bresso, Segrate, Pero e la mefitica Milano3). Anche nella spazzatura di strade e marciapiedi si possono spesso vedere operatori frantumare bottiglie di vetro o raccogliere insieme di tutto. Con questo non voglio certo attaccare i lavoratori, che a contatto con elementi nocivi ammalano facilmente. Gli ultimi, vecchissimi dati, risalenti al 1970, parlano di un solo 5% di "spazzini" che arrivavano alla pensione. Gli altri morivano prima. Diversi operatori sono in disagio (alcolismo in primis) e l'Amsa non si è curata di offrire un vero supporto ai propri dipendenti, assumendo assistenti sociali interinali, quindi personale senza voce in capitolo perché ricattabile con la perdita del posto di lavoro. Ma la responsabilità è di chi dirige l'azienda, di chi controlla, di chi ha fatto scelte infelici come abbandonare la raccolta dell'umido, come spedire i camion dell'Amsa dritti in bocca alle ecomafie o come buttare in un inceneritore (a Figino, quando c'erano i sacchi blu) per una settimana solo plastica - che bruciando diventa diossina, con buona pace dei bambini di Figino, più soggetti rispetto ad altre zone a malattie respiratorie.
Ferrovie e Politecnico hanno impiegato anni per dotarsi di contenitori e sacchetti differenziati, ma questi dovrebbero essere ovunque. E poi, resta sempre il dubbio che dall'incaricato alla rotazione dei sacchi fino alla destinazione ultima, quei rifiuti restino differenziati.
Dopo gli obbrobri alla Albertini (le sottodivisioni Amsa 2 e Amsa 3 per dribblare i diritti dei lavoratori) e alla Moratti (al momento l'azienda è una...srl!), ora si parla di un ritorno alla municipalizzazione anche di questa società; sarebbe auspicabile che i grandi enti che fanno vivere la città siano completamente e fattivamente nelle mani del Comune. Come ricordava Presa Diretta, nel 1995 anche Milano visse un'emergenza simile a quella di Napoli; il rifiutologo (per sua stessa definizione) Fortunato Gallico, dirigente di Amsa, fece salire la raccolta differenziata dall'11 al 35% in due settimane. Ora che nella discarica dei sindaci, a Formentini ed Albertina s'è aggiunta Moratti, non è impossibile attuare progetti innovativi ed efficaci. Sonia Cantoni pensa già a reintrodurre l'umido. Bene. Che si abbandonino gli inceneritori, che si guardi alle esperienze già percorse in Emilia, Toscana ed Umbria, come la riduzione dei rifiuti alla fonte. Io cittadino posso essere invitato, educato, invogliato a fare la mia parte. Se trovo, per esempio, fontanelle di acqua naturale e frizzante nelle città, detersivi e latte alla spina nei punti vendita, imballaggi ridotti, so che già prima qualcosa è stato fatto e io posso dare il mio contributo. Credo che anche questo sia democrazia, se è un concetto e un modus vivendi in cui si possa ancora credere...

3.7.11

Violenza di Stato

Mentre ormai finiscono gli scontri in Val Susa e infuriano le immancabili polemiche, il mio pensiero va a chi, senza volerlo, è stato già tanti anni fa vittima della violenza di Stato, che cercava mostri da sbattere in prima pagina per santificare la demoniaca Tav: Edoardo Massari, per gli amici Baleno e Maria Soledad Rosas, detta Sole. I due innamorati furono ritrovati impiccati, il primo nella sua cella del carcere delle Vallette a Torino e Sole nella casa in cui era agli arresti domiciliari, nel 1998. Tramite due giudici disonesti torinesi, Laudi e Tatangelo, con l'apporto dei Ros, furono accusati di diversi sabotaggi in Val di Susa, contro trivelle e cantieri dell’Alta Velocità, insieme all'amico Silvano. Alla fine saranno tutti assolti, anche se due ormai morti e soltanto a Silvano sarà data una condanna per un reato minore, non certo quella iniziale di associazione sovversiva con finalità di terrorismo. Ma il buon valsusino, intanto, ha perso due amici, s'è fatto 4 anni di arresti e riportato danni alla salute permanenti per via dello sciopero della fame durato 40 giorni circa.
La montatura serviva a criminalizzare il movimento squatter torinese. Si parlò addirittura di lupi grigi e anche Travaglio, insieme a Feltri, Vattimo, Bocca, si pascevano con gli altri media al banchetto degli innocenti. Al funerale di Edo i familiari chiesero che ci fossero solo i parenti e gli amici, ma i giornalisti si presentarono lo stesso svegliando rabbia e incidenti. Da bravi sciacalli.
Dal manifesto anarchico del decennale della morte di Edo e Sole
Conoscevo Edo, Sole e Silvano. Ne ricordo la dolcezza, la generosità, la semplicità. Vivevano da anarchici, e solo per questo andavano bene per essere colpiti, perché amavano. E amare non va bene in questa puttana senza cuore di società.
Loro hanno subito una violenza inaudita. La stessa che colpisce chi non vuole vedere la propria valle morire. E' certo che alcuni attentati furono compiuti da qualche valsusino che già allora sapeva non esserci un  futuro con la Tav. Ma c'erano di mezzo anche e soprattutto carabinieri, servizi segreti e le 'ndrine. Oggi in rete e tv e domani sui giornali i mostri saranno coloro che hanno voluto con violenza rispondere alla violenza di Stato. Ma per me è solo fisica dinamica, secondo il principio di azione e reazione: ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.

"Ci vogliono morti
Perché siamo i loro nemici
E non sanno che farsene di noi
Perché non siamo i loro schiavi
"
                                       Soledad