20.11.16

e la strage continua

È banale dire che si debba pensare a case che resistano ai terremoti. Non lo è più dal momento che i nostri politici ci lasciano crepare, come al solito e non gliene fotte un beato di noi.
Non è più banale dirlo quando, parlando con uno straniero, ti senti spesso dire, come italiano, che il tuo paese è meraviglioso: la gente, il cibo, l'ambiente, l'arte e la storia... Allora però devi ammettere che il paese muore, cade a pezzi e sembra che gliene importi solo ai giornalisti, sì, ai giornalisti, perché li vedi, li leggi, li senti quando sono lì, diventano i nostri occhi e i loro sono agghiacciati. Che incrociano quelli dei soccorritori, le cui voci sono profonde. Sotto terra. Un po' come i nostri uomini di mare quando raccolgono i vivi e si offuscano pensando agli altri, i morti.
Non ci danno i pannelli solari? Ci diano tutto il possibile per non morire a casa nostra. Ci vuole poco, che aspettano? Ristrutturare darebbe un sacco di posti di lavoro. Ma no, le mafie guadagnano dai grandi appalti, che crolli tutto, che poi ci sono quei rompiscatole della Soprintendenza, no no meglio i lavori stradali. È banale, è banale dirlo. Non lo è più, se la strage continua.

17.11.16

strafottenza urbana

Mi ha sempre sorpreso la strafottenza tutta urbana che hanno i malavitosi. Nel tempo ne ho "gustate" di ogni e mi sono visto puntare una pistola o una bottiglia rotta al collo, ma la violenza dell'impunità che quegli individui ostentano è senza pari. 
Stanotte ho incrociato dei tizi, probabilmente spacciatori di coca, che parlavano allegramente di soldi e di dosi. Tipo... 1000. Erano talmente infervorati per via di qualche somma mancante che non si curavano di essere ascoltati. Tranne quando mi è scappato di tossire. Lo ammetto, avevo lo sguardo basso. Mi ha sempre fatto sorridere Charles Bronson. E anche Chuck Norris.
Come niente fosse, c'è chi parla talmente ad alta voce  di qualcuno che non ha pagato, ridendo, guardandosi in giro perché le lezioni che vengono impartite sono letali. Il tutto non può che accadere vicino a un bingo, e dove se no.
Faccio queste foto banali pensando di metterle nel retrobottega. Poi però mi tocca fare i cacchi miei, il sugo della vita, alla  Manzoni.
Non mi sento fiero e nemmeno posso sognare un mondo perfetto. Ma se incrocio un boss della 'ndrangheta al semaforo, lui mi squadra dal suo Cayenne, coi suoi occhi che hanno il buio tetro di chi è pronto a uccidere, io dal basso della mia utilitaria fingo di aspettare il verde. O no? Io ho fatto così. E certo, non me ne sento fiero.

10.11.16

pubblicità senza bambini

Sembra che i pubblicitari, nella corsa disperata ad accalappiare attenzione, ultimamente abusino parecchio dei bambini. I piccoli non sono più parte di improbabili famiglie felici tra mulini e mutui, ma sono lasciati soli a comprare telefonini, auto e case. Certamente la pubblicità per i bimbi è un problema irrisolto (paesi come Canada e Svezia la vietano) ma usare i piccoli per catturarci cervello e tenerezza a puri fini di merce mi pare come legittimare il lavoro e la prostituzione minorili. 
La storia della pubblicità offre parecchi esempi oramai perduti, per essere elegante, pacifica e soprattutto rispettosa, come questa cremita Barzetti sepolta nel tempo.
Che continuino a usare per la réclame pallidi comici, stelle cadenti del cinema, robot o immagini 3D, ma la smettessero di far leva sul bambino che è in noi, mercificando il sentimento per l'infanzia che, coi soldi, non ci dovrebbe proprio c'entrare. E magari, sarebbe bello boicottare le marche irrispettose: come ha già detto qualcuno, i bambini non sono merce.

27.10.16

viva l'omeopatia!

L'omeopatia è una cartina di tornasole della nostra società: reietta, proibita  eppure così usata. Siamo in 7 milioni ad usarla e molti la scelgono per il passaparola - per forza, persiste il divieto a farne pubblicità. Eppure 20 mila medici italiani, per lo più pediatri, ginecologi e Medici di Medicina Generale prescrivono farmaci omeopatici. Quindi, i farmaci funzionano. Non si sa come facciano ad essere efficaci? Oh... Ma questo succede per buoan metà dei farmaci ufficiali. 
In rete, da dove ho preso questi dati, ne trovi tantissimi, come la Francia che riconosce l'omeopatia, un suo marchio leader vende in 80 paesi nel mondo o come il fatto che la ricerca, proprio su questo tipo di cure, le fa vivere. Ma è come il petrolio: devono venderci le aspirine, i tavor, il ritalin, quella roba lì insomma.

Per me la cosa più sconsolante non è solo trovare il farmacista barricato nel negozio (ma lo capisco), le persone in strada disperate perché rimbalzate dal pronto soccorso ("se sta male ancora torni domani"), ma aprire la scatola del farmaco omeopatico e non trovarci scritto niente, NIENTE! Posologia, avvertenze... Arrangiati! Di solito nei farmaci ufficiali trovi dei papiri che quasi nessuno legge per intero (e meno male). Quando compri un farmaco omeopatico, devi cercare in rete tutte le istruzioni. Pazienza, io come ho bevuto lo sciroppo ho smesso di tossire. E fumo pure!

21.10.16

violenza contro i servizi sociali

Stasera in trattoria c'era un tizio che ha accoltellato un mio collega tempo fa. Era bello tranquillo a scolarsi mezzo litro di rosso; io ero sereno, a mangiare c'era anche una guardia giurata. Armata.
Giorni fa ci siamo trovati alla porta del dormitorio il dj, il basco impazzito che picchiava la gente per strada, lo abbiamo mandato via con molta cortesia. Sere dopo un rifugiato ha preso a catenate un altro collega e per fortuna anche stavolta non è andata malissimo. Per fortuna e perché il collega lavora da parecchio nei dormitori.
Le aggressioni agli operatori sociali sono numerose e il disfacimento del paese ne è la prima causa. Non fanno notizia, spesso, ma le condizioni di lavoro e di aiuto sono al limite della sopravvivenza ed è normale che chi è deputato a dare un aiuto si veda bersaglio del malessere diffuso. Le notizie del collage sono di quest'anno, gli ordini professionali lanciano gli allarmi ma a seguire le segnalazioni ad esempio di Vittorio Zanon (un cyber-assistente sociale :) le violenze proseguono. Così l'interrogazione di Piazzoni e Zampa (Pd) è stata buona ma probabilmente le priorità di governo sono altre (tipo, fare le valigie).
Quando mi minacciano mi viene da ridere, tante ne ho sentite, ma è un riso amaro. Gli assistenti sociali si sono visti puntare addosso pugni, calci, benzina, coltelli, machete e pistole. Prima che ci si decida a far uscire dal coma il welfare e a dare più sicurezza a chi lavora in trincea, ci deve scappare il morto?

18.10.16

Contro il suicidio

Si dovrebbe rimanere in silenzio quando si è a lutto. Non lo fanno i politici e anzi usano anche le bare come passerella...  Scrivo questo protestando contro la protesta più grande: il suicidio.
 
Quando ti ammazzi gli fai un favore. Uno in meno da sottomettere, da controllare.
Se rivolgi la rabbia contro te stesso, non sarai un ribelle. E forse, si sono risparmiati pure un tirannicida.
Quando non ti ami e ti odi al punto di soffocarti, stritolarti, avvelenarti, affogarti... è come se avessi risparmiato il lavoro ai tuoi nemici.
Quando ti fai fuori da solo, gli eviti di dover ripensare quel comandamento, sesto: non ucciderti. 
Non ti dico che la vita sia un dono: ma il tuo tempo, le tue azioni cordiali possono essere un regalo per chi incontri. Perché come mostra Confucio ognuno ha la sua bellezza, ma non tutti riescono a vederla.

Quando te ne vai in punta di piedi, senza disturbare, magari senza gridare al mondo che lo stai per fare, ci lasci di merda. E non mi scuso per la volgarità, anzi l'espressione mi pare pure eufemistica.
Non posso dirti "non farlo", ma ti chiederei: "perché?". Ed è quello che ci rimane, dopo, un perché grande come un oceano. E ci mancherai, di brutto, fossi anche Satana in persona.

                                                                               Riposa in pace Damiano.   

11.10.16

facebook, le voyeur

Ingenuamente quando, quattro anni fa, avevo aperto uno degli ultimi profili facebook (perché poi non resisto e mi cancello) avevo abilitato la procedura di "sicurezza" dandogli il mio numero di telefono. Guarda un po', come ho fatto l'accesso da pc mi proponeva due conoscenti, due persone cui avevo telefonato di recente, come amici. Mi sono inquietato e ho revocato la procedura. 
Ora ho già "macinato" altri due profili ma nel frattempo, appena telefono a qualcuno, passa qualche giorno e poi mi ritrovo il destinatario della chiamata come proposta di amicizia. Il divertente è che intanto facebook mi chiede di continuo di offrirgli di nuovo il mio numero di telefono, ma io no, evito e sullo smartphone non ho installato l'app del guardone, quindi non ho autorizzato nessuna condivisione della mia rubrica.
Non so, la cosa è nota? È normale o forse la privacy è una pura finzione? Sembro risvegliarmi come un bimbino ingenuo, che non sa che nel bosco c'è un famelico mostro che attende il fragile cappuccio della nostra riservatezza. Ci si rassegna, ce n'è di magagne da ingollare. Ma fa male vedere come veniamo trattati da chi pretende di migliorarci la vita...


2.10.16

ciaone Renzi!

Come al solito, non scrivo nulla di eccezionale. Non c'è bisogno di citare quella nutria di Salvini per prevedere agilmente la vittoria del "No" al referendum e perciò la fine di questo governo, ma soprattutto, la scomparsa di quell'insopportabile bullo - come non ricordare, tra le sue chicche, la sera in cui si presentò in giubbotto di pelle al Parlamento, manco fosse stato un picchiatore da quattro soldi?
Allora, mentre si dice addio alla sonda Rosetta e a Caprotti, che sicuramente nelle loro esistenze hanno combinato di più del bischero, un bel ciaone ci sta al dottor Renzi (e ci vada piano con la polverina che non evita la sconfitta con quella roba). Non ci mancherà e sicuramente la cavolata del canone in bolletta ha suonato il  Dies Irae per il governo. A proposito, chissà a quanti, come a me, dopo aver fatto la trafila per dichiarare il non possesso del televisore, è arrivato ugualmente l'importo del canone nella bolletta elettrica. Sublime.
Così non ci mancheranno i Renzi, le Madia, le Boschi e le loro tresche affaristiche sotterranee. Oh certo, il figuro cercherà di non scomparire, sognando di fare magari il Bignardi da qualche parte. Intanto però sparisca presto, appena appare in televisione si solleva un oceano d'odio. E poi chi ci daranno? Qualche pupazzo, come al solito, però intanto è bello godersi il sunset boulevard del venditore di narcisismo patologico. 

28.9.16

in ricordo di Renzo e Augusto

Non saprei cosa scrivere. Non vorrei farlo, ma la notizia del secondo lutto è stata insopportabile.
Renzo era meraviglioso. Ricordo un "colloquio" di assunzione durato un pomeriggio che fu qualcosa di eccezionale (Renzo era avanti) con lui che fumava, parlava, ora era serio, ora rideva, con questo collo da boxeur, i tatuaggi, tutta quella vita addosso. Poi non fui preso e in fondo fu meglio così, ma sorvolo. Tempo dopo, mi telefonò. Ero assistente sociale da pochi giorni, con un mese di contratto in una materna estiva. Io non capivo, se era entusiasta del mio curriculum o che, insisteva per andare a lavorare con lui. Quella volta rifiutai io, perché mi sentivo in difetto rispetto all'incarico accettato per un mese. Ma Renzo era incredibile. Era un ottimo operatore sociale - la qualifica è un po' gelida, ma ci può stare, nell'indeterminatezza sistemica voluta, nel sentirci tutti parte di qualcosa che scompare, il welfare. Non si poteva entrare in chiesa al funerale di Renzo, era stracolma. Non a caso.
Augusto... Augusto, cavoli, stavo pensando di scrivere un post sulla fierezza e quel residuo di alta civiltà che si vive in Romagna ancora oggi, dopo esserci stato al mare. Augusto era di lì e... Anche lui è andato. Anche lui per un cancro. Era così vivo. Scrivendo il titolo, ho pensato che si assomigliavano, Renzo e Augusto. Il secondo era un infermiere e ti rimetteva al mondo. Lo dico più per la sua umanità, lui riusciva a scaldare il gelo della medicina. Amava le moto, la buona tavola e adoravo ascoltarlo. Ridevo di gusto e mi caricavo per il massacro del turno di notte.
Non eravamo intimi. O forse sì, se posso dirlo, nella deontologia. Loro da coordinatori tenevano al personale, lo coccolavano. E anche gli utenti, che così, con buoni operatori, ottenevano veramente aiuto. 
Riposate in pace, angeli in terra.

1.9.16

futuro portatile

Non c'è bisogno delle mie parole per osservare il futuro dei computer, sempre più piccolo, portatile e anche abbastanza povero tutto sommato. Google ne dà un bell'esempio. Nell'immagine, a destra c'è la versione mobile del blog che, suppongo, un giorno sarà l'unica. Ci sono gli articoletti e va bene, quello conta, ma non c'è la colonna di destra. A Mountain View non devono perdere tempo visto che i gadget, cioè i vari riquadri con le funzioni più disparate, tipo post più letti, news, contavisite.. ormai cominciano a non essere più supportati e quindi a non funzionare.
Giusto per questo scrivo, per avvertire che piano piano devo eliminare questi pezzetti che mi piacevano, soprattutto i blogroll. Non ci saranno più i "morti invano" e sarebbe bello se non si trattasse di html ma di realtà, di divise degne, di fine delle ingiustizie. Poi pazienza, è per ben altro rispetto al blog che ci ricorderemo di Stefano Cucchi, Aldro, Gabbo... 
Mi mancherà soprattutto la foto dell'intestazione, con quel bellissimo scorcio di Istria. Nessun dramma, si volta pagina, come sempre. Anche se sembra esserci sempre meno profumo di libertà, più puzza di pubblicità e quindi, di soldi, sì, maledetti soldi, sempre loro...

21.8.16

ma lei ha corso

Non mi rallegrano le Olimpiadi, col loro senso di pace mancata, con un paese come il Brasile dilaniato dopo aver assaporato l'illusione di una politica sana. 
Però mi sono appassionato alla gara di Mountain bike femminile, in cui la polacca Maja Włoszczowska ha vinto la medaglia d'argento, con un entusiasmo maggiore della prima classificata (con cui peraltro s'è complimentata gioiosamente).
Quella di Maja è infatti una vittoria morale, perché in vista dei giochi di Londra aveva avuto un brutto incidente in allenamento, riportando la rottura dell'anca e un ciaone alle Olimpiadi del 2012. Nonostante questo, tra cure e grinta è tornata sulla bici e ha pure scritto un libro, "Szkola zycia", "scuola di vita" in cui racconta come lo sport sia la sua passione, che le ha fatto conoscere persone e luoghi, che le ha insegnato che con pazienza e determinazione si può fare (quasi) tutto. La sua non è una biografia ma la narrazione di felicità sul podio e fatica, dolore, lacrime, ferite, ospedali e la lotta contro le avversità. Perciò vincere non è tutto. Be' questo almeno dice la recensione, per ora il libro è solo in polacco. 
Maja adora la cucina italiana e la sua prima bicicletta era blu. Di queste olimpiadi mi ricorderò la sua semplice, umile gioia, lo spirito leggero di chi comunque ha voluto esserci e alla fine ha corso.

15.8.16

monopolio del terrore

A pensarci bene, il monopolio del terrore su grande scala sarebbe ben altro ma voglio sfogarmi per qualcosa che ritengo abominevole. Se c'è un immagine che turba quasi chiunque è quella di un bambino morto. La visione di una piccola bara bianca a me personalmente uccide il cuore. E sono in buona compagnia, visto che quando discuto di questo insulto fotografico rilevo solo indignazione. 
Complimenti all'Agenzia di Dogane e Monopoli, putain delle multinazionali del tabacco, che con questa tragica pensata gli fornisce l'antidoto alle onerose cause legali da parte di tabagisti ammalati. Gli manderei la mia di foto e ci possono anche scrivere: "Lui fuma da 30 anni: non sa cosa lo aspetta!". Non lo so? Nella Milano socialista di quando ero bambino c'erano le campagne scolastiche, con Dino Meneghin a farci capire dall'alto dei suoi 2 metri che lui, lui non aveva mai fumato.
Ma non mettete una bara bianca. Non usate i bambini, quando poi ve ne fregate in generale, che siano rifugiati o nati qui: in Italia sono un milione i piccoli che vivono in condizioni di povertà assoluta. Qualcuno sta uccidendo il futuro di tutti.
Il mio tabacco costa circa 6 euro ma senza tasse verrebbe 1,5(!). Lo stato straguadagna da qualcosa che poi indica ossessivamente come nocivo, coi suoi schiavetti alla Sirchia e Veronesi che, più che aver lottato contro il tabacco, hanno pensato a intascarsi soldi su soldi. M'immagino poi l'assalto al numero verde contro il fumo. Intanto, per farla franca il Governo s'è inventato gli aumenti scaglionati dei tabacchi, così è più indolore, pazienza se poi tabaccai e clienti impazziscono per continue variazioni di prezzo.
Va be', me ne accendo una, ho letto che il fumo previene la malattia di Parkinson, ma insomma, mica ci devono dire proprio tutto, no...

31.7.16

post per sbaglio

Tempo fa ho creato questo post per sbaglio. Capita, clicchi da qualche parte e queste fottute macchine fanno qualcosa. Allora l'ho lasciato vuoto e poi messo in cantina, sperando facesse come il vino. Ma non ho certo qualche bârrique, io che vivo in 20 metri quadri in subaffitto e anzi, potrei pure aver deciso di crepare, visto che dall'alto del loro "lassez-faire" hanno decretato stragi su stragi.  
Ieri Erdogan ha licenziato 4000 insegnanti e così ho desiderato, come ogni giorno da qualche tempo a questa parte, che lui muoia. Die Erdogan die.
Qualcuno ammazzi quel cane rognoso, ne abbiamo bisogno. Sono impazzito? Forse, ma se tu ti fermassi a parlare con un curdo, sentiresti la sua paura. Lui, insieme ad altri, è un nemico di quello stupratore dell'umanità, che ha ammazzato centinaia di persone e ucciso civilmente decine di migliaia di altre, solo perché religiosi, insegnanti o giornalisti. Ora avremo rifugiati turchi e mancava di avere profughi europei. Sì perché la Turchia è in Europa, a dispetto di quel che l'impotente cerchi di avere e cioè la partecipazione alla morente Europa. Ho scritto "Die europe die" riferendomi all'idea mercantile e puttana che hanno quelle merde dell'Europa. Ora che a quella spazzatura umana di Erdogan manco tolgono il saluto, perché è della loro pasta e ha lo stesso volto di Isis, Trump, Obama, Clinton, Merkel, Hollande e renzi, ho i conati pensando all'Unione Europea. Che schifo, probabilmente sapevano dell'imminente strage di Nizza e hanno lasciato correre, c'era un finto golpe da fare.
Qualcuno lo ammazzi, magari ricordandosi di Gaetano Bresci. Il tirannicidio se lo sono pure sucato, visto che si tratta di gruppi e non tanto di singoli pupazzi, ognuno vale quanto un pezzo nel gioco degli scacchi. Devo, voglio vivere, almeno finché quella discarica umana di Recep Tayyip Erdoğan non sarà carne per vermi. Non è un post da operatore sociale questo? Non mi dispiace, ma per me 260 morti sono 260 morti. Muori Erdogan, muori...

16.7.16

ma noi correremo

Correremo senza bici. Senza sangue da versare senza più lacrime, senza le maledette spie che non ci proteggono.
Ma noi correremo, in qualche modo, disperatamente, tenendo a esempio i bambini quando imparano a farlo e poi ne gioiscono sfrecciando come saette.
Noi innocenti, per cui ogni piccolo è sacro, correremo comunque per superare quel terrore senza confini che non meritiamo. Noi non vogliamo auto assassine, le lasciamo volentieri ai film horror.
Ci rallegreremo nelle nostre feste perché abbiamo qualcosa da celebrare, noi. La nostra polvere da sparo brilla ogni tanto nel cielo per colorarlo un po',  senza ferire, senza far male.
Noi amiamo melodie gentili e disprezziamo il finto cordoglio di chi non avrà mai da scappare via da una morte troppo, troppo crudele.
Ma noi correremo, facendoci il tifo a vicenda, aspettando chi rimane indietro, giocando con le nostre bellissime biciclette, o senza, l'importante è non fermarsi.

                                                           avec les Français

12.7.16

die europe die

Mi fa morire, mi fa proprio morire chi ha paura della morte dell'Europa. Come se non ci fosse già abbastanza morte di per sé in giro, in mare o negli aeroporti, nelle metropolitane, con l'accecato di turno a mostrare alla "pandilla" il suo fegato (cervello no, cuore deceduto). 
Ma cosa aspettano? Di saltare in aria e di aspettare invano i soccorsi perché pompieri, ambulanze, poliziotti hanno i mezzi in riserva? No certo loro no, hanno cecchini e scorte e spie funzionanti, ecco perché in nome dei fottuti numeri ci fanno morire, molti fuori, molti di più dentro.
Mi fan morire di lacrime i soccorritori intervistati, uomini di mare, loro sì, alla De Falco, che sanno il valore delle vite umane. Mi ripeto? Invecchio come la cara(€?), mummificata europa. 
Muori Europa muori. Muori con la tua austherity. Muori con i tuoi bilanci gli offshore ovunque, le palle di zero-virgola-qualcosa, tanto per imbambolare il gregge. Il Mentana del caso, saccente, ci spiega quasi rimproverandoci, fino i neonati che c'hanno il debito pro cranietto.
Cito in finale, tanto per essere ecumenicamente libertario, un parere molto, momolto condivisibile:

2.7.16

stasera sono italiano

Stasera mi sento italiano. Non per la partita, potevano avere le palle e soprattutto il cuore di rinviarla. Non per l'Italia soltanto, ma per tutti, fermarsi e dire: "Adesso davvero basta, maledizione!" Ma l'Europa è ben altro.
Ho sempre insofferenza per le notizie di stragi internazionali, quando viene detto "non vi sono italiani coinvolti". Ah perché, potremmo gioirne? Invece, stasera soffro. Soffro mentre i miei vicini sono in grigliata tv alcool maxischermo del menga in cortile, tutti fratelli, persino con gli inquilini arabi.
Ho patito quando la giornalista di Sky ha letto: "Aveva appena scoperto di essere incinta". Simona Monti, uccisa a Dacca. E Claudio, Adele, Cristian, Marco, Nadia, Maria, Vincenzo, Claudio. E anche Jain, Kabir, Hossain.. Inutile insultare i pupazzi che compiono queste stragi. Sono davvero fortunati ad essere uccisi, l'odio che si porterebbero dietro sarebbe micidiale. E poi chi uccide in qualche modo uccide anche se stesso.
Esprimo tutto il mio odio per i capi internazionali che sembrano, nel profondo, lasciar correre: Clinton (tra poco), Merkel, Renzi... Gli va bene così: bisogna avere paura di viaggiare. Di vivere. Loro, i Putin, gli Hollande girano coi cecchini quando serve. E sanno. E non fanno. Bravi, proprio bravi.
I pupazzi di lusso con la maglietta azzurra giocano con la fascia nera al braccio, mentre tanti altri pupazzi, come quelli annebbiati in foto che in quel di quasi Expo hanno esploso più petardi che a San Silvestro, tanti altri pupazzi più poveri li idolatrano, già immemori del sangue ancora caldo. E anche questo ci nuoce.

28.6.16

il mio 2 giugno

Il torneo europeo di calcio mi piace come fenomeno, ma quando penso all'etica rabbrividisco. Cos'è oggi l'Europa? Ogni tanto qualche crisi, la Grecia, la Gran Bretagna. E noi, tutti questi tricolori a nastro mi inquietano. Cosa avremmo da festeggiare? Il nostro paese è allo stremo. Non è pessimismo inveterato, destrismo da maturità pre-decadimento, è evidente io credo a tutti.
Potrà essere onorevole perdersi in falsi problemi, come eliminare una camera legislativa quando le scuole vanno a fuoco mentre le riparano, quando i fiumi uccidono, quando miseria, malessere, lavoro defunto e disperazione fino all'illegalità mietono sempre più vittime.
Quando vado in giro, mi meraviglio di come tutto sommato tutto funzioni a sopravvivenza. Ammiro chi muove la macchina, gli autisti, i soccorritori, i poliziotti, i vigili, i sanitari, gli insegnanti, perfino gli assistenti sociali  :D. 
Il 2 giugno mi sono trovato ad accendere un lumino. Ho chiesto a Gimp di essere un po' emotivo, quel che conta è che ho pensato a chi per questo cacchio di paese c'è crepato. Anche solo per arrivarci. Il sogno italiano da zombie è un incubo.
Ho tenuto quella bella fiamma un po', perché quando vedo il rosso sul tricolore, penso a chi ha pagato caro, anarchico o moderato che fosse. Certo, per un anarchico la bandiera più bella è quella che brucia, e metaforicamente io le incenerisco queste banderuole calcistiche. Poi magari a ottobre se ne riparla, di amore per il nostro paese.

19.6.16

Santi Valdesi

Poco lontano dagli uffici del giudice di pace, c'è il Tempio Valdese. Sfrattato a suo tempo da Missori, per la moderna vocazione tutta meneghina volta a distruggere senza avere memoria, questo edificio per me è incantevole, un tuffo in un altro mondo, spoglio com'è, essenziale, coi finestroni da cui casca luce. 
La chiesa Valdese, insieme a tutti noi, vedrà oggi un nuovo sindaco. La sensazione, a prescindere dai due candidati, è pessima e mi piacerebbe che i politici prendessero esempio proprio dai Valdesi. Che non spendono nulla per il culto, almeno dall'8 per mille. Il loro è laico, trasparente perché da sempre documentato e rivolto a progetti sociali, qui e nel mondo. Bello no? Si è ancora in tempo per destinare fiducia a chi, penso, la meriti. Tra l'altro con il nuovo 730 online dovrebbe essere ancora più semplice.
In via Sforza a settembre sarà pronto il prezioso organo, in restauro da tempo. Sì, ce n'è voluto perché i Valdesi si sono autofinanziati per l'opera. Un po' il contrario dell'Expo, mi pare e della politica, che troverà sempre il modo di sfamarsi legalmente e non.
Una volta non si costruiva più in alto della Madonnina. Per ovviare al sacrilegio, Pirellone, Palazzo Lombardia e altre oscenità del genere si sono dotati di finte Madonnine, quasi come si fa con nozze riparatrici. Quanto rispetto...
Milano ha quasi un nuovo sindaco. E tante nicchie storiche, che si ricordano, eccome se lo fanno, basta solo ascoltarle.

- "Mi scusi, ma voi Valdesi quando entrate o uscite dalla chiesa, vi fate il segno della croce?"
- "No, noi quelle cose non le facciamo..." :D

2.6.16

Viva il giudice di pace!

Il Comune di Milano è tra le amministrazioni che, per far cassa, emette multe per non aver comunicato chi era alla guida, in caso di contravvenzione al Codice della Strada, anche se già saldate (art. 126 bis), il che è iniquo: pagare, specie in misura ridotta, significa acquiescenza a quanto indicato nel verbale iniziale, che presume che proprietario e trasgressore coincidano. 
Mi è successo l'anno scorso, tra l'altro per aver superato il limite di 5 km/h. Pago nei primi 5 giorni. Poi mi arriva il secondo verbale, che, pensa! è correlato a un altro che non ho mai ricevuto e indica come luogo della contravvenzione gli uffici di via Friuli 30 - un edificio in cui scorrazzano auto? Ad ogni modo, ricorro al prefetto ma quello rigetta perché ho già pagato la multa. Decido di chiedere aiuto al giudice di pace. Alla fine non mi ha dato ragione, perché non avevo copia del ricorso dove spiegavo bene la vicenda. Però, intuendo il fumus boni iuris, ha riportato la sanzione alla cifra iniziale (non il doppio, come previsto quando il Prefetto rigetta), ordinando in sentenza il pagamento rateale. Questo mi ha ripagato moralmente, soprattutto per l'atteggiamento dell'avocato del Comune, che mi ha trattato come un cretino, cambiando la cronologia degli eventi (per ben 3 volte) e riportando i fatti a sua squisitissima opinione. Doveva aver letto le carte in fretta, ma quando se n'è uscita con la frase "Ma chissà se glielo fanno l'Isee" (ai fini della rateizzazione) sono trasalito. E che sono un paria? Capisco che se ti hanno messo a trattare multe non devi proprio essere una principessa del foro alla Ghedini e io, per convenienza se no manco ricorrerei, non ho patrocinio legale, però sono sempre un cittadino. E forse contribuisco anche al tuo stipendio, guarda un po'.
Caso mai dovessi ricorrere davanti al prefetto contro questi atti al limite del criminoso, prima di impugnare, ti consiglio di chiedere il modulo del ricorso in via Friuli 30. Non compilarlo subito ma fallo con calma, consulta la rete e studia bene cosa scrivere. In caso di più verbali, indica come primo quello che contesti: il frontespizio dell'Ufficio, con lo stemma del Comune a tutta pagina, riporta infatti solo il numero di quello di cui scrivi all'inizio (e gli altri all'oblio). Visto poi che una volta inoltrato il ricorso non lo vedrai mai più, fotocopialo prima di presentarlo. Se dovessi considerare di provare col giudice di pace, sarà molto utile per far valere le tue ragioni e, se io lo avessi avuto, forse ora non avrei quasi 300 € da sborsare (Sì, 300, grazie Pisapia).
Bene, ne ho di motivi per non votare. Non bastasse la foto sopra, che non chiede commento.

12.5.16

Q8 uneasy

Mi pareva troppo bello che ci fossero finalmente dei distributori automatici anche col mio tabacco preferito (credo pure sia il più venduto). La Q8 ne ha
installati almeno un paio a Milano, in viale De Gasperi e viale Marche. Proprio a quest'ultimo, stanotte mi sono visto asportare quasi 20 euro, con la macchina che faceva pure la mossa e avviso sul display di "sgancio prodotto". Ma il tabacco non c'era, la colonna era vuota. Stamane, ci son tornato, il personale quasi mi ha trattato come un ladro e insomma, ciaone venti euro.
Dirai: ma come, vai alla Q8? Alla faccia dell'Iraq? Parli di petrolio, tabacco, quisquilie? E sarei pure d'accordo, anzi mi scuso. Però l'episodietto mi permette di fare ammenda: la Q8 è emanazione del Kuwait, cioé Qatar, vale a dire sponsor di violenza, di guerra e guerriglia. Il Qatar che considera l'omosessualità una malattia (altro che Padre Livio). Meglio non fare benzina alla Q8 allora, checché sarebbe anche ora di finirla col Petrolio, e con tutto il sangue che si porta dietro...

Aggiornamento di novembre 2016 - Sono passati 6 mesi e pare che non sia cambiato nulla. Il distributore Q8 è quello di viale Marche 62, angolo via Murat. Spero che il latrocinio si limiti al tabacco (6 euro a pacco non sono male).

9.5.16

ci sono topi tutt'in centro

L'estate scorsa ci fu una piccola querelle tra il Comune e un'associazione animalista, a proposito di una presenza spaventosa di topi a Milano. Non vorrei procurare allarmi, ma all'epoca capitò la chiusura dello storico Mc Donald's di San Babila. La cronaca riportò un laconico "motivi tecnici" a spiegazione, ma... Ma è possibile? Qual è stata la vera ragione? Gira voce che si sarebbe trattato di qualcosa di specifico, invece. Topi. Li si può vedere anche davanti ai ristoranti più famosi. Col buio, con la quiete della notte.
Sembra che da tempo le forze di Polizia siano impegnate a pattugliare le zone più centrali di notte, principalmente cercando di dissuadere i clochard che cerchino ricovero da quelle parti, più riparate rispetto alla periferia. Potrebbe sembrare un motivo elettorale, di sicurezza, perché no, ma si tratta solo di alcuni punti. In altri, i "senza dimora" vengono lasciati stare. Perché?
Gli avvistamenti non mancano. Non sono mai mancati ma se succede che, magari, aumentino, ci si deve preoccupare?
Voci, certo, ma se girano, saranno poi così infondate? Può essere davvero che tutto il movimento di cantieri abbia provocato delle proliferazioni così massicce? Tanto più che i lavori fervono ancora: rimasugli di Expo, un po' ovunque, piazza Axum, piazza Leonardo e poi c'è la lunghissima M4, dal Giambellino a Linate.
Mi ha sempre colpito osservare che in molti edifici pubblici (ospedali, sedi comunali), siano alcuni dipendenti a mantenere piccole colonie feline. Mi chiedo spesso se vi sia un motivo affettivo o, piuttosto, interessato. I gatti in centro però non sono tanti.
Se ho sparato a zero inutilmente, mi scuso, ma se c'è davvero un allarme di questo tipo, sarebbe forse necessario qualche chiarimento istituzionale, e poi, nel caso, ritrovare i nostri antichi alleati, i pigri, ma combattivi gatti.

4.5.16

Ciaone elezioni

Tanto per non scostarmi dalla mia calma banalità, ribadisco l'intenzione di non votare. Non lo farò alle amministrative. 
Sono banale perché già Crozza aveva ironizzato sul "ciaone" elettorale. Mi vergogno a usare 'sto termine, ma penso al ritorno d'immagine dell'ideologia, alla Laibach e mi cheto.
Sulle comunali basta vedere il calciomercato di nomi. Quando mi chiedono che ciufolo c'entri la Meloni con Milano, provo a dare una spiegazione ma poi abdico, pensando a cose più amene. E Parisi? Un omino dal faccino così buono da essere il target ideale di un borseggiatore. Quanto a Sala, il sale sulle ferite di Expo fa ancora male, direi.
Per il referendum ci sarà tempo. E a Boschi non si può che rispondere "No!". Tanto per restituire lo sbeffeggio al primo partito italiano, che vanta un presidente del consiglio abusivo. Ma è il terzo e quindi, a che è servito votare? Contro la corruzione sistemica, potrebbe essere il momento di rinfacciargli una delegittimazione popolare. 
Ecco, restituisco la banalità che viene dal potere. Stronzate, ma quante stronzate...

1.4.16

impotenti mentali

Evidentemente l'uscita del film "La macchinazione" deve aver infastidito qualcuno. Così, dato che il povero Pa' è già stato ucciso, se la sono presa con le lapidi a ricordo del patibolo. Già questo denota impotenza: arrabbiarsi con dei monumenti funebri è da gente senza palle, altro che fascisti. Io per esempio non andrei mai a pisciare sulla tomba di Priebke, non calmerebbe il mio odio verso un boia, morto. Però, l'hanno dovuta nascondere, quella tomba...
L'impotenza di chi usa odio razziale, nega l'Olocausto e insomma ha più un'aura di malattia mentale che di idee politiche è indiscutibile. L'ignoranza poi dilaga quando, per insultare Pasolini, gli si dà dell'omosessuale e pedofilo, senza sapere che il primo ama gente del suo sesso, il secondo predilige esseri deboli, inermi e questo gli importa, non il sesso della vittima.
Oggi mi sono arrabbiato sentendo la notizia dello spregio di Ostia. Ma poi ho pensato, come quando qualche impotente va a deturpare il murales per Gina Galeotti Bianchi a Niguarda, che quello che non si può danneggiare sono le verità, l'impegno della partigiana Lia come quello di Pasolini, reo di aver sparato parole "pesanti come l'acciaio".
Certi miserabili non meriterebbero nemmeno un istante di essere pensati. Vale la pena invece dedicare tempo a Pieruti. Leggendolo, guardandolo, ascoltandolo. Una vera fortuna. A proposito, devo andare al cine, a vedere l'ultimo film di David Grieco.

Possono anche spaccare la pietra che ti ricorda, ma tanto, tanto ti hanno già ucciso. E il ricordo non muore, così, perché immateriale, impalpabile come neanche la polvere, neanche tutta quella della notte in cui ti portarono al patibolo, con una trappola. Piace a tanti dire che cercavi sesso... Tu invece, volevi indietro i pezzi del tuo film, con la tua magrezza lieta per quel gesto dei ragazzi di vita. Ma c'erano uomini di morte e io soffro, perché ogni notte sento come delle ruote passarmi addosso.

25.3.16

Damn President

Da decenni il presidente degli Stati Uniti può far invidia a Satana. Più di trent'anni fa Reagan si alleava ai mujhaidin dai quali sarebbe nata Al Qaeda e da questa, in Iraq, l'Isis. Obama non ha mai chiuso Guantanamo, pur promettendo per ben due campagne elettorali di farlo. Ma se ne fa beffe, come nella visita a Cuba: dice, ma può dire quello che vuole, quando si lava le zanne, prima di dormire, deve vedere nello specchio un essere immondo ben più raccapricciante di Belfagor.
Qualcuno si era stupito delle tante Toyota nuove nuove e dei rifornimenti aerei (con scritte in inglese) in mano agli Isisioti: sono gli americani a foraggiare, con la scusa di sostenere ribelli siriani. Sono ancora gli yankee a controllare la rete delle reti, per cui, se volessero, non esisterebbe alcuna propaganda terrorista. C'è addirittura la mappa di come vorrebbero il Medio Oriente, per rimanere i capomafia del mondo. Tutto questo è nella foto, che si trova agilmente non su qualche oscura landa di Anonymous, ma su un sito cattolico americano, catholic.org. Evidentemente, come da parte islamica, c'è chi non vuole parassitismo su una fede religiosa.
È abominevole che stiano ancora a Machiavelli. Parigi non è bastata a far paura, è servita anche Bruxelles. "Gli attenti erano attesi. Ma a Pasquetta. Il boia stava a casa sua." Ah, sì?
Scrivo pensando dolorosamente ai ragazzini rifugiati, che strisciavano davanti alla polizia, tra il confine greco e macedone. Aprite i confini, avevano scritto in fronte... Una vergogna lancinante, vedere piccoli esseri umani strisciare. Ma in che anno siamo? I diritti universali sono solo per i consumatori?
Smettetela di torturarci con le vostre palle, ma ci fate così coglioni? Trump è esagerato per far vincere Clinton, ma tenetevela, la vostra democrazia, il vostro drogarvi di Petrolio che uccide. I vostri servizi segreti assassini non potranno sterminare tutti. State versando troppo sangue. State esagerando con la paura. Tutto il male compiuto vi ricadrà addosso. Un giorno sarete voi a strisciare. Ma vi picchieranno, lo stesso, fino a finirvi.

14.3.16

ma quale mare

Il periodo dopato della campagna elettorale produce sempre voli pindarici, come quello che annuncia trionfante l'arrivo del mare a Milano(!). Lo spara il comune e diversi siti locali hanno ripreso l'iperbole di stampo psichiatrico. 
Il mare sarebbe culturale e artistico, col recupero di un'area dismessa in zona San Siro, nei pressi del complesso popolare di via Fleming, l'ex rimessa Atinom con annessi uffici. Il sito del Comune, per magniloquenza, non risparmia entusiasmo e non poteva essere altrimenti, visto che si parla di: 2 teatri, 3 cinema, 2 ristoranti, 2 aule polivalenti, 2 studi di registrazione, 5 sale prova, 6 atelier, una foresteria, spazi espositivi, una terrazza, un bookshop. Intorno un’area di 5000 mq di verde pubblico attrezzato. Ah però!
Ora non voglio apparire un rigidone visto che si parla di cultura, arte... Ben venga la bonifica dell'amianto, presente nella copertura del capannone, il recupero dell'area degradata ma di cosa si sta parlando? Ci saranno nuove edificazioni, mentre il Trotter a fianco dello stadio e l'area del Palazzetto, del Comune, sono molto più grandi. E abbandonate.
Il verde in questione è striminzito e il vicino parco di Trenno se ne fa beffe.  
Mi pare una trovata alla Veltroni e non vedrà la luce che ben dopo le elezioni. Si dirà che è un progetto innovativo, di stampo "europeo" (singolare, prima dove stavamo allora?), legato al territorio. Quanti usuali, bei proclami!
Il disastro è pure presagito dalle cartoline che gli aspiranti archistar hanno creato per l'occasione, come questa, scippata da Youmedia, con i resti del Centro e la povera Milano scomparsa, in un incubo da innalzamento dei mari. Essere seri qui è fuori moda, oramai.

3.3.16

multa solerte

Ieri uno straniero sfd era in metropolitana e dopo aver salutato un amico si è voltato senza avvedersi di avere un muro dietro. È andato dritto dritto a sbatterci contro con la faccia, così si sono rotti sia il suo naso che un pezzetto di muro. La cosa sorprendente è che il malcapitato sia stato multato per il danno compiuto, per ben 50 euro! E sì perché il nostro ha violato le norme per i passeggeri, che vietano di "insudiciare, guastare o comunque rimuovere o manomettere parti di apparecchiature della vettura, o attrezzature di bordo e di terra della metropolitana".  Ma con che coraggio si può agire in questo modo davanti ad un ferito, se pur non grave? Il sospetto è che essendo straniero e senza casa lui sia stato più uguale di altri
Atm ne ha fatti di passi e si può gioire per i defibrillatori in metropolitana, l'abbonamento "peak off" per gli anziani (che immancabilmente chiedono che cavolo voglia dire), il servizio notturno... Eppure restano certe miopie, tipo l'episodio sopra che, per quanto minimale, ha un senso amaro, come quello accaduto alcune sere fa su un bus ATM a Gessate. Un controllore trova una donna straniera senza biglietto, la multa, le consegna il verbale, lei lo mette in mano e gli tira uno schiaffo. Il poveretto crolla a terra, poi si rialza e continua il giro barcollando, col collega silenzioso e rassegnato, come niente fosse. 
Schizofrenie irrisolte, come costruire la linea 4 dopo la 5, le multe non riscosse per milioni di euro, le due velocità tra trasporto a Milano e  in hinterland, i ladri di rame... Ce n'è ancora di strada da fare.

24.2.16

laMMeloni!

È con malcelata e doviziosa soddisfazione che sono a presentare un nuovo videogioco: laMMeloni! Disponibile anche sul Discount per terminali di fascia bassa, pure bassissima.
laMMeloni è un campo di impegno di strategie, ma niente paura, basta ambientarsi e sarà una Garbatella: quando sì è in difficoltà, occorre solo sfoderare insulti trucidi, con una voce da ambulante in spiaggia e... il gioco è fatto! Di fronte a festanti microfoni, la Gianna D'Arco de noantri dichiarerà quel che solo La Russa può ascoltare con gioia.
Questo è un game sulla crisi d'identità di genere, con un ottimo esempio di donna fallica: in carriera, politicante, una talpa da metropolitana, tremendamente perforante, dai timpani in giù. Tant'è vero che le agiografie delle beneamata(?) Giorgia ci parlano di un trascorso da studente lavoratore, nel ruolo persino di barman(!). Altro che angelicate Boschi e compagnia corrotta!
La protagonista del gioco non ha forme conturbanti; rassicurante come una babysitter per pitbull, con quel pallore da Transilvania, quegli occhioni da GRA,  quei lineamenti Nibelunghi, è adatta ad un pubblico tenuto in vita in accanimento terapeutico.
Che forza laMMeloni, meno male che 'a Cosa ce sta!

- "Aò 'so 'ncinta!"
- "Ma de che?!"

5.2.16

padre Livio ripigliati!

Padre Livio ha fatto leggermente marcia indietro rispetto al "memento mori" rivolto all'onorevole Cirinnà, ma resta, nella figura di palta fatta, il suo basso profilo, specie per averle dato della Babilonia, che nell'Apocalisse è la madre di tutte le prostitute(!). Il Fanzaga, nonostante le (quasi) tre lauree si è mantenuto su una miseria tipica di chi guarda a Lega e Forza Italia come riferimenti politici.
Lo scolopio ha veri attacchi di bile se sente parlare di adozioni gay: per forza, lui è strettamente eterosessuale e ne avemmo le prove anni fa a San Siro.
Padre Livio è ottimo se devi guidare e crolli dal sonno, lo scrivo per averlo sperimentato in Austria, dove m'ero imbattuto nel segnale di Radio Maria (anche lì?!); molto meglio degli energy drink.
Il prete dell'etere è un intellettuale, ha scritto una trentina di ciofeche libri ed è un veicolatore di voti. Poco importa se ormai anche la Chiesa riconosce che Medjugorje è una truffa e per questo c'è stato chi ha invocato la scomunica per il Fanzaga. Ma tant'è.
Ricordo di lui un viaggio Genova-Milano su un'infernale R5 color verde mosca cavallina, tirata da fondere la frizione. Quando arrivammo Livio si diresse verso una farmacia, perché, ci riferì, stava male. Io e l'altro seminarista ci guardammo pallidi, con lo stomaco in gola: "E allora noi cosa dovremmo dire?". Non vedevamo l'ora di scendere non solo per la sua guida schifosa ma soprattutto perché, lungo il tragitto, non ci aveva degnato di una parola. Avevamo la netta sensazione di essere un peso per lui e il suo silenzio indifferente e sprezzante ci lasciò perplessi non poco, abituati com'eravamo a esser spronati dai sacerdoti a raggiungere la mèta.
Rammento che quando chiese di aggregarsi alla neonata Radio con audience senile, l'ordine, vista la crisi di vocazioni e quindi di sacerdoti scolopi, lo considerò un po' un traditore. Lo lasciarono andare, comunque e qualcuno pensò che anche ad Erba il Fanzaga avrebbe trovato qualche "pecorella" (però, avendo fatto un anno il "missionario", chissà...). Uh, ma mi fermo, perché sono sceso troppo al livello del nemico di Darwin, che ha 75 anni suonati.

"Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché siete simili a sepolcri imbiancati, che appaiono belli di fuori, ma dentro sono pieni d'ossa di morti e d'ogni immondizia."        Matteo, 23:27

4.2.16

Grazie della visita!

Il blog sta per toccare 70.000 sbirciate e quindi ammetto una certa emozione. Ringrazio davvero per le visite, per quella che è stata una piccola scommessa senza aspettative, una sorta di esperimento che sentivo potesse sgusciare un po' dal buio, ma francamente non così, tanto da essere consultato da appassionati di... pomodori (e certo, decenni di politica subita spingerebbero ben volentieri a quello), al punto che ho una specie di sondaggio, dal numero di lettori (e anche di commenti) quando è la stagione di quei deliziosi frutti rossi. Un paradosso per me non è solo che non mi occupi di pomodori, ma che io parli poco, di persona, di questo "giocattolo" mentale, così che generalmente, chi mi legge non mi conosce (e viceversa). Ogni tanto è persino terapeutico, lo sfogo di parole, a rischio di insultare oltre il fair play - mi rendo conto, ma anche questo è comunicare, con rabbia, delusione, voglia di resistere. Scrivo il vero, certi post mi danno un po' di  rimorso, perché rivendico di lavorare nel sociale, ma è proprio questo punto "privilegiato" di osservazione che mi sprona a strepitare: stiamo sbandando paurosamente, sempre di più e sembra non esserci nessuna volontà, dall'alto, di frenare.
Naturalmente, non è che scriva spesso, ma proprio per questo ho potuto tenere aperto per 7 anni. Perciò, come sempre, ti auguro una buona lettura! :D

24.1.16

ma io non voto

Non ho molto da dire. Ho deciso di non votare alle prossime amministrative (primarie giammai, almeno, queste qua, truffette da quattro soldi). Per via della delusione di Pisapia, zombie fagocitato dagli zombie del Pd, la sodomizzazione di Expo, da cui viene questo funambolo simpaticamente agghindato nella trasfigurazione del mio giudizio.
Sala assomiglia al padre maestro che avevo in seminario, ma m'inquieta per ben altro. Vincerà le primarie, comunque non le elezioni. Avremo un sindaco di destra, ancora. Certo il mio voto è uno, lo so e parlarne qui non muoverà neanche dolci fili d'erba. Ma sono esasperato e quasi mi prometterei di non votare mai più, pensando solo al maestro Franco.
Di tutte le letture, abbastanza disilluse, su questo circo di sinistra, che farà festa a Carnevale e piangerà a primavera, trovo efficace la visione del Comitato No Canal
Per quanto mi riguarda, trovo giusto astenermi. E il lavoratore sociale che è in me è d'accordo.
Un'ultima sciocchezzuola: ho sempre messo le foto nei post in modo un po' manicheo, cioè il "buono" a sinistra, il cattivo a destra e quindi Sala non potevo proprio, piazzarlo a sinistra...

16.1.16

La Casa di Paolo

" Caro amico
nella ovvia impossibilità di scrivere singolarmente ai più di 8.000 iscritti al Movimento delle Agende Rosse dal 2010 al 2015, invio a ciascuno di voi i miei più sinceri auguri, nella speranza che abbiate trascorso un sereno Natale e che ci attenda tutti un anno nuovo che, più di quello finito, si avvicini agli ideali di Verità e di Giustizia per i quali combattiamo la nostra lotta.
Da anni, con nel cuore la rabbia e la speranza, per affermare questi ideali. Stiamo combattendo una lotta di RESISTENZA senza tregua, senza fine, senza mai arrenderci o scoraggiarci, ma anzi moltiplicando le nostre forze quando gli ostacoli appaiono più alti e più difficile da superare.
La nostra bandiera è una AGENDA ROSSA che non vuol essere soltanto un ricordo di Paolo e dei suoi ragazzi, ma il simbolo della lotta per la loro memoria, per realizzare il SOGNO per cui hanno sacrificato la loro vita. Levando in alto questa bandiera da anni combattiamo la nostra lotta di RESISTENZA, ma gli anni passano e il tempo che mi rimane si assottiglia sempre di più.
È per questo che ho impegnato questo anno per realizzare un mio sogno, quello di fare tornare Paolo alla Kalsa, il quartiere dove siamo nati e dove abbiamo vissuto da ragazzi. In questo quartiere, insieme al nostro movimento, ho voluto fare nascere un posto dove chiunque, negli anni che verranno, possa venire a trovare Paolo, non al cimitero o nella via dove lo hanno ucciso, ma nel quartiere dove siamo nati, dove abbiamo giocato per le strade, dove siamo andati a scuola insieme a tanti bambini, alcuni dei quali sono poi finiti nella perversa spirale che dalla povertà e dall’emarginazione porta alla criminalità e alla mafia, quel cancro che da sempre ha corroso la nostra terra e che ora, entrato in metastasi, ha intaccato l’intero tessuto del nostro paese.
Per fare nascere la Casa di Paolo ho utilizzato i locali della nostra vecchia farmacia in via della Vetriera, che ho dovuto recuperare dal loro stato di degrado, e dei locali attigui, sottostanti al balcone della casa dove Paolo è nato, che sono riuscito ad acquisire a mie spese. I locali sono stati riadattati grazie ad una sottoscrizione pubblica, nata per iniziativa della poetessa siciliana Lina La Mattina, alla quale hanno partecipato sia gli aderenti al Movimento sia tanti comuni cittadini che hanno voluto dare il loro aiuto. Ha cominciato così a vivere un posto nel quale la gente, anche quando io non ci sarò più, potrà andare a cercare e a trovare Paolo. Non una “casa di memoria”, ma qualcosa di vivo, dove i ragazzi a rischio del quartiere potranno trovare una alternativa a quella perversa spirale che che potrebbe inghiottire tanti di loro come i nostri compagni di giochi di un tempo.
Nella Casa di Paolo, grazie ai volontari del Gruppo delle Agende Rosse di Palermo, è già nato ed è attivo un doposcuola e a breve, grazie ai computers che ci sono stati donati, nascerà una scuola di informatica nella quale io stesso potrò insegnare ai ragazzi il mio mestiere, l’uso dei computers come strumento di lavoro.
Per potere vivere e sostenersi la Casa di Paolo ha però bisogno dell’aiuto di tutti, sia a livello di volontariato sia a livello economico, e per questo ho realizzato al suo interno una foresteria, piccola ma indipendente, con 8 posti letto, bagno, cucina e locali per il pranzo e per il soggiorno, dove chi vorrà aiutarci potrà prestare dei periodi di volontariato alloggiando nella Casa per tutto il periodo dello stesso. Le risorse economiche necessarie per il mantenimento e l’accrescimento delle attività della Casa di Paolo, poiché ho deciso di non chiedere nulla alle Istituzioni, dalle quali pretendo solo Verità e Giustizia, dipenderanno dalle libere contribuzioni da parte di tutti quelli che vorranno aiutarmi. Basterebbe che ciascuno degli iscritti al nostro Movimento offrisse anche solo un piccolo mattone, una piccola offerta volontaria, per rendere la nostra Casa più grande e più solida. Chi volesse farlo potrà fare la sua donazione, tramite Paypal o Carta di Credito, accreditando l’IBAN dell’Associazione le Agende Rosse, che ha breve assumerà la statuto di ONLUS:
IT19D0335901600100000116925
indicando nella motivazione “Casa di Paolo” (vedi sito www.19luglio1992.com). Mi spiace essere costretto, approfittando di questi auguri, a chiedervi anche questo piccolo sacrificio ma da solo non potrei mai farcela. Rinnovandovi il mio più sincero augurio per l'anno iniziato spero di potere incontrare un giorno ciascuno di voi nella nostra Casa di Paolo."

Salvatore

4.1.16

87 ore

Franco era il maestro più alto del mondo. I disegni dei suoi scolari mostravano un affetto profondo. Ma Francesco Mastrogiovanni era anarchico e manco fossimo ai tempi di Lombroso, era sotto la lente della psichiatria. Guarda un po'.
Per questo è stato crocifisso in un letto. Crocifisso, sì, perché tra contenzione, farmaci e nutrizione mancata, è morto soffocato, proprio come in croce.
Sequestrato con un TSO illegale, del sindaco "pescatore", che evidentemente poteva temere più un maestro anarchico che la camorra, ma è la seconda a uccidere. E a volte anche un sindaco.
Franco si butta in mare. Canta "Addio Lugano Bella". Urla che se lo portano a Vallo non ne esce vivo. Poi, la sua agonia, lunga 87 ore, riprese da telecamere silenziose. Il suo corpo che non è un astrazione filosofica, legato fino a sanguinare. Franco muore come un pesce fuor d'acqua, come racconta il medico legale alla fine del film di Costanza Quatriglio.
Mastrogiovanni non era pericoloso per sé e per gli altri, come vorrebbe l'art. 54 c.p. Ma forse, un anarchico lo è. A prescindere.
Ancora una volta, un morto di Stato. Una pasionaria, sua nipote Grazie Serra, a combattere per giustizia. Un'altra Antigone, come Ilaria Cucchi, Lucia Uva, Domenica Ferrulli, Patrizia Moretti, Ornella Gemini...
Nessun perdono. Mai.
             

25.12.15

Auguri pompieri!

C'è una divisa che viene rispettata in molti paesi, da noi persino da ACAB: quella del pompiere. Il perché non è da spiegare, se mai va compreso perché vengano lasciati senza risorse, con mezzi anche degli anni '80, con straordinari pagati 4 euro l'ora (magari a Expo), col contratto fermo al 2009, senza il riconoscimento di servizi speciali, salvo i sommozzatori (Il prezzo? Un affarone!).
Ultimamente a Milano stanno protestando spesso, si sono rotti il... casco. Hanno rivendicazioni sacrosante e gli striscioni giorni fa davanti a Palazzo Marino erano estremamente condivisibili, come Governo indeciso: più soccorso o videopoker?
Altro che antiterrorismo, i pompieri è tanto se riescono ad assicurare i servizi "ordinari". Tra l'altro, visto che accorrono comunque, sono stati proprio loro vittime di terrorismo, come alle Torri Gemelle nel 2001, come al Pac di via Palestro nel '93. Qualche benpensante si stupisce di vederli apparire coi fischietti impazziti, o intonare a squarciagola, battendo le mani sul ritornello, il loro canto che spiega bene questo prezioso mestiere: salvare la vita agli altri, portare soccorso a chi chiede aiuto; anche di notte, anche se le fiamme avanzano. Allora, i miei auguri più sinceri ai pompieri, lavoratori più "in" che "della" emergenza, coscienza del nostro tempo malato, avanguardia di chi vuole una vita dignitosa. Per tutti.